Ritorno alle origini

"La Stampa" del 23 ottobre 2009

Michele Brambilla ( 23 ottobre 2009 )

"Se non è il solito annuncio destinato a dar titoli ai giornali per estinguersi rapidamente nel nulla, la promessa di ridurre l’Irap segna una svolta importante nella strategia di Berlusconi....."


Ritorno alle origini


Se non è il solito annuncio destinato a dar titoli ai giornali per estinguersi rapidamente nel nulla, la promessa di ridurre l’Irap segna una svolta importante nella strategia di Berlusconi. Una sorta di ritorno alle origini dopo un lungo impantanamento sulla questione-giustizia.

Forza Italia era prosperata, al suo nascere, soprattutto sulla speranza che aveva dato al popolo delle piccole e medie imprese, delle partite Iva, insomma di tutto quel mondo produttivo che si sente meno tutelato rispetto alla grande impresa e penalizzato da una serie di leggi, vincoli e balzelli che lo fa viaggiare con il freno a mano tirato. È un mondo che non ha mai smesso di votare Berlusconi.

Ma ora comincia a dar segni di impazienza, se non addirittura di contestazione. A un anno e mezzo dal ritorno del centrodestra al governo, e a un anno dall’inizio della grande crisi, gli imprenditori italiani si chiedono che cosa è stato fatto per agevolare la ripresa. E si rispondono che non è stato fatto quasi nulla.

Forse non è un caso che Berlusconi abbia annunciato la riduzione dell’Irap proprio ieri, poche ore dopo che i quotidiani a lui più vicini - il Giornale e Libero - avevano dedicato l’editoriale a questo tema. «Caro Berlusconi è ora di abbassare le tasse», s’intitolava l’articolo di Nicola Porro sul Giornale; e «Caro Tremonti taglia le tasse» quello di Maurizio Belpietro su Libero. Ma ancor più probabilmente quegli editoriali erano a loro volta suggeriti ai loro autori dai segnali di malcontento che provengono da un mondo che è il grande serbatoio elettorale del centrodestra.

Un segnale era stata la contestazione dei piccoli imprenditori contro Tremonti e Bossi. Contestazione andata in scena a Varese, e quindi difficilmente attribuibile a una regia dei partiti di opposizione. Un altro segnale Silvio Berlusconi deve averlo colto dopo aver parlato agli industriali di Monza e Brianza. Il premier aveva cercato di buttarla ancora una volta sulla questione della persecuzione giudiziaria e mediatica contro di lui, divenuta negli ultimi tempi un autentico chiodo fisso: «Se avete difficoltà all’estero - aveva detto -è perché la stampa straniera, imbeccata da quella nostrana di sinistra, attaccando me getta discredito anche su tutto il made in Italy». Eravamo andati, nei giorni successivi, a fare una ricognizione tra gli industriali della Brianza, del Comasco e del Varesotto, e anche tra gli imprenditori dichiaratamente elettori del centrodestra non ne avevamo trovato uno disposto a dire che sì, se gli affari vanno male è per via della campagna sulle escort. Sono altri i problemi: la mancanza di ammortizzatori sociali per le piccole e medie imprese, i costi e le inefficienze del sistema dei trasporti, l’estrema complessità e variabilità della normativa fiscale, le aliquote sui redditi che frenano i consumi. E poi le imposte sulle imprese. L’Irap è vista come la più odiosa perché colpisce il produttore al momento della produzione, e non in quello del realizzo. È vero che fu un governo di centrosinistra a vararla. Ma è anche vero che molti imprenditori hanno appoggiato Berlusconi anche perché, in due campagne elettorali, aveva promesso di eliminarla.

Della questione-escort, ma anche della separazione delle carriere dei magistrati, a tutta questa grandissima fetta di elettorato berlusconiano non importa nulla. L’imprenditore del Nord è un uomomolto concreto, spesso uno che non si vergogna a parlare in dialetto, e con i propri clienti - anche stranieri - non discute di politica o di gossip, di libertà di stampa o di magistrati. Cerca di offrire un prodotto di qualità a prezzi concorrenziali: e siccome ora sia per la crisi, sia per i costi eccessivi di produzione non riesce a stare sul mercato come un tempo, si aspetta che la maggioranza che ha appoggiato mantenga le promesse.

Anche l’uscita dell’altro giorno di Tremonti sul posto fisso non ha fatto crescere le simpatie del mondo imprenditoriale per questo governo. Berlusconi ha dovuto benedirla per tanti motivi. Ma ora sa che non può più deludere quegli industriali e quegli artigiani che lo hanno sempre appoggiato proprio perché lo percepivano come uno di loro, e che stanno cominciando a pensare di essere stati traditi.



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