Per fare le ronde leghiste tolti i soldi alla polizia

www.ilriformista.it del 13 novembre 2009

Sonia Oranges ( 13 novembre 2009 )

"Tremonti stringe, maroni cuce, brunetta taglia. Casse vuote nelle questure e gli agenti invidiano le pistole fiammanti dei vigili urbani. Per stare in strada, e non poter arrestare, i militari percepiscono 26 euro al giorno, i poliziotti solo 6...."

Per fare le ronde leghiste tolti i soldi alla polizia


Tremonti stringe, maroni cuce, brunetta taglia. Casse vuote nelle questure e gli agenti invidiano le pistole fiammanti dei vigili urbani. Per stare in strada, e non poter arrestare, i militari percepiscono 26 euro al giorno, i poliziotti solo 6.
Mentre i vigili urbani milanesi sono armati di Beretta Storm, la più cara sul mercato, buona per i film d'azione con Bruce Willis e Tom Cruise, le casse delle Questure sono vuote e non ci sono gli uomini e i soldi per riaccompagnare gli immigrati clandestini alla frontiera come vogliono le nuove norme in materia, varate dal governo Berlusconi e fortemente volute dalla Lega. Com'è possibile un simile cortocircuito? Paradossalmente è il prodotto dell'era della tolleranza zero del Viminale formato Roberto Maroni, sposata ai tagli lineari (ovvero uguali per qualsiasi livello o comparto) dell'austerity di Giulio Tremonti, incartati nel modello efficientista di Renato Brunetta.

Carte alla mano, i sindacalisti del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) ricostruiscono la logica dei provvedimenti che hanno portato all'impoverimento degli investimenti nel settore sicurezza. Assurdamente per mano di un Governo che ha fatto della sicurezza una bandiera. Si comincia dal famoso decreto Brunetta che taglia dalla spesa corrente 100 milioni di euro circa. Si rosicchia ovunque: quasi 16 milioni di euro in meno per gli straordinari, altrettanti sottratti all'ordine pubblico (controllo stadi, immigrazione, manifestazioni), meno soldi per trasferte e missioni, per l'informatica e per il noleggio di impianti e apparati (tutto quel che serve per le tanto vituperate intercettazioni), per gli armamenti. Contemporaneamente, però, tra le voci a carico dello Stato ne compare una nuova: un fondo per la sicurezza urbana, appannaggio dei Comuni, con a disposizione 100 milioni di euro.

Intanto, a luglio, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato le norme sulle ronde. Un po' ambigue, a detto del sindacato, visto che le associazioni che dovrebbero coadiuvare la sicurezza pubblica non devono essere «destinatarie, a nessun titolo, di risorse economiche a carico della finanza pubblica». Ma i soldi, evidentemente, già ci sono, grazie al fondo di nuova istituzione, quindi quel «a carico» può essere facilmente aggirato. In più, un decreto del Viminale di appena due articoli, ad agosto, ha introdotto la fattispecie di «incolumità pubblica e sicurezza urbana», di competenza del sindaco. Dunque si sono stanziati i soldi (al pari di quelli tagliati alla polizia, ma anche ai carabinieri), si sono trovati i nuovi soggetti beneficiari, e si è istituito il principio sulla base del quale giustificare l'operazione. Operazione cara alla Lega Nord e al suo elettorato, poco importa se comporterà, nell'arco di tre anni, un taglio di un miliardo e 200 milioni di euro solo per la polizia, oltre ai circa 377 milioni di euro per la gestione dell'immigrazione. E quasi 2 miliardi e 300 milioni di euro per i carabinieri che, però, dipendono dal ministero della Difesa.

L'operazione, però, in qualche maniera per la Difesa è stata risolutiva. A tagli fatti, è apparso evidente che la coperta era cortissima. E allora a Palazzo Chigi si sono ricordati che i militari contano un esubero di ben 5mila unità. Così, sulla falsariga di quanto sperimentato dopo l'emergenza di Castelvolturno, si è pensato di mandarli in strada a controllare il territorio, anche se questo non è precisamente il loro mestiere. Attenzione, però. I militari utilizzati sul territorio italiano non sono finanziati dal budget della difesa. Per loro nel maggio 2008 è stato approvato un decreto ad hoc, fissando a 31 milioni l'anno il budget extra per averli in strada nel 2008 e nel 2009. E il provvedimento è stato già rivotato per il 2010. Così ci si trova di fronte all'ennesimo paradosso: i militari impegnati nel pattugliamento delle strade, pur non avendo il potere di arrestare alcuno, ricevono un'indennità di 26 euro lordi al giorno, mentre gli agenti di polizia ne ricevono solamente 6, pur essendo i soggetti istituzionalmente deputati a quel compito (e abbiano un contratto scaduto da tre anni che gli garantisce, se lavorano 24 ore su 24, un massimo di 1500 euro mensili). Sorge il dubbio che la Difesa, appannaggio di quella che era An, si sia accaparrata così la sua fetta di consenso.

In realtà, a monte, l'operazione doveva servire a liberare gli agenti impegnati nei servizi di posto fisso (il controllo delle ambasciate, delle sedi istituzionali, del Vaticano e simili), ma così non è stato. Basti pensare che nella sola capitale ci sono circa 700 agenti “bloccati” in questi servizi. Si capisce dunque, spiegano al Siap, come si vadano progressivamente allargando le maglie del controllo del territorio, con un effetto immediato nelle periferie urbane. E il futuro si annuncia addirittura peggiore: attualmente sulle 105mila933 unità in organico, solamente 98mila354 sono impegnate in funzioni di polizia. Entro il 2015, 14mila800 persone andranno in pensione, 18mila nel 2017.Di queste ne saranno sostituite una su tre a causa del blocco del turn over. Alla faccia della sicurezza.

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