Con questa piazza ci teniamo Silvio ancora per anni

"Il Riformista" del 5 dicembre 2009

Tommaso Labate ( 05 dicembre 2009 )

Intervista a Franco Marini

«Con questa piazza ci teniamo Silvio ancora per anni»

Franco Marini. «L'errore è pensare che una manifestazione del genere possa anche solo contribuire a dare la spallata a Berlusconi». Franceschini va? «Con lui ho fatto il mio dovere. Pier Luigi dà idea di maggiore concretezza «È un errore. Così non mandiamo mica a casa Berlusconi. Anzi...».
Conversando con Franco Marini del No B day e soprattutto della presenza di numerosi dirigenti del Pd alla manifestazione, la parola «errore» è la più ricorrente. Per carità, dice l’ex presidente del Senato al Riformista, «in un partito liberale è ovvio che chiunque è libero di partecipare a un corteo. L'errore clamoroso è pensare che una manifestazione del genere possa anche solo contribuire a dare la spallata a Berlusconi».

Secondo lei, presidente, quella “piazza” è inutile?
Chi va in piazza pensando che la manifestazione di domani (oggi, ndr) possa essere utile a sconfiggere la destra non si rende conto che, se andiamo avanti di questo passo, rischiamo di tenerci il Cavaliere anche oltre questa legislatura. E non aggiungo altro.

Quindi Marini in piazza non ci sarà?
Certo che no. Ho apprezzato la scelta di Bersani di non accodarsi a quel corteo e vedo che, al contrario di quanto accadeva in passato, la “linea” non è stata cambiata in corso d'opera.

Non vorrà però negare che i dirigenti del Pd che prenderanno parte al corteo sono parecchi.
Tutt'altro. Per me sono addirittura troppi. Troppi amici che si affidano a un'idea “miracolistica”, che è assolutamente minoritaria.

Tra questi il presidente del partito Rosy Bindi e i suoi due vice. Più il capogruppo alla Camera Franceschini.
Non commento le scelte individuali ma non capisco le ragioni di chi va in piazza. Non comprendo la loro idea. Ma a questi amici che parteciperanno al No B day dico che, dal Pd, gli italiani si aspettano altro. Vede, il congresso ci ha tolto da una situazione in cui tutti scommettevano che saremmo finiti al 20 per cento, destinati a scomparire. Invece no. Siamo di nuovo al 30 per cento, abbiamo raggiunto il risultato del 2008 che era del 33,1 solo perché c'erano con il loro 3 per cento i Radicali, che io voglio ancora con noi. E oggi che siamo tornati a essere l'unica alternativa credibile a Berlusconi dobbiamo avere chiarezza e non equivocità di linea.

La presenza dei dirigenti del Pd in piazza rende il partito meno credibile?
Solo nel '70 uno sciopero sulla casa fece cadere un governo, che era quello di Rumor. Un solo caso, in cui c'era lo sciopero, mica una semplice manifestazione. La credibilità ce la guadagnamo con una linea politica chiara e, successivamente, con l'unità sulla stessa. Guardate l'ultimo sondaggio Ipsos e l'allarmante rilevazione dell'Istat, che confermano ciò che ho sempre detto: la gente è preoccupata per il lavoro, per la disoccupazione, per la crisi. Per cui fidatemi di me, che ne ho di esperienza: siamo credibili se costruiamo una vera alternativa politica a Berlusconi, non se andiamo al No B day.

Franceschini, il “suo” ex candidato alla segreteria, sarà in piazza.
Con Franceschini ho fatto il mio dovere: l'ho sostenuto, mi sono candidato nella lista e sono stato pure eletto con lui all'assemblea nazionale. Poi, a congresso finito, è stata messa in campo questa gestione plurale, forse accettata in maniera un po' affrettata, che comunque serve al partito. Detto questo continuo a pensare che Bersani ha vinto perché dava e dà un'idea di maggiore concretezza sui contenuti.

Crisi economica, lavoro che manca, welfare. Nel Pd però, stando alle cronache degli ultimi giorni, si discute soprattutto di giustizia, dell'intervista di Enrico Letta al Corriere. Non trova?
Conosco Enrico Letta da una vita e so che è un dirigente preparato e con i piedi per terra. Difendersi “dal” processo o “nel” processo... Mah, trovo che il dibattito su quel punto dell'intervista sia stato troppo estremizzato. Credo che volesse far rilevare che una specie di “schermo” per le alte cariche dello Stato, superato il rischio di incostituzionalità, potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione.

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