Una Storia tutta da raccontare

"La Stampa" del 29 gennaio 2010

Mario Calabresi ( 29 gennaio 2010 )

"Cosa sappiamo della vita di Camillo Cavour? Ricordi confusi dei tempi di scuola, qualcosa di grigio e lontanissimo. Poche le scuole a lui dedicate, in stato di abbandono la sua tomba a Santena, chiuso il parco secolare della villa di famiglia, che resta aperta solo grazie a 200 volontari che navigano in un mare di debiti...."

Una Storia tutta da raccontare


Cosa sappiamo della vita di Camillo Cavour? Ricordi confusi dei tempi di scuola, qualcosa di grigio e lontanissimo. Poche le scuole a lui dedicate, in stato di abbandono la sua tomba a Santena, chiuso il parco secolare della villa di famiglia, che resta aperta solo grazie a 200 volontari che navigano in un mare di debiti. E le date della storia d’Italia? Archiviate da tempo insieme al nozionismo come qualcosa di inutile e polveroso. Lecito dimenticarle. Tra poco più di 13 mesi - il 17 marzo 2011 - l’unità d’Italia compirà 150 anni ma, a differenza di francesi e americani che hanno celebrato in grande stile i loro anniversari, noi festeggiamo i nostri con stanchezza e quasi con fastidio.

Questo giornale è di soli sei anni più giovane, essendo nato nel 1867, e forse per questo destino abbiamo pensato di fare qualcosa che non va più di moda: raccontare la storia dell’Italia e degli italiani, a partire dal primo dei suoi presidenti del Consiglio, quel Cavour di cui molti oggi sbagliano perfino il nome mettendo l’accento sulla “a”.

La scommessa però era di farlo in modo originale, brillante, appassionato, per restituire vita e luce al passato, per capire chi siamo, come siamo cresciuti e perché oggi l’Italia è questa. Per farlo si è formata una nuova coppia, Fruttero & Gramellini, che nella casa dello scrittore, a Castiglion della Pescaia, ha cominciato a giocare con le date, percorrendole tra rigore storico e inevitabile - visti i due caratteri - ironia.

Poi è arrivata la passione di Giorgio Dell’Arti per Cavour: «Camillo era un uomo di grande passione, lontanissimo da quel mito che lo dipinge come un freddo calcolatore e un cinico tessitore. Me ne sono innamorato e da anni penso che sia un delitto averlo dimenticato». Così, ogni sabato, in ultima pagina - quella che durante la settimana dedichiamo alle domande e risposte - troverete un’intervista immaginaria che racconta la vita del conte, con la diplomazia, l’arte di governo, i vizi, gli amori, i sigari e l’atmosfera della società dell’Ottocento.

Se Dell’Arti arriverà fino al 1861 - perché l’anno in cui nasce l’Italia è quello in cui muore Cavour - Fruttero e Gramellini partiranno da lì per arrivare ad un tempo che non abbiamo ancora vissuto: il 2011. Ogni domenica, concentrandosi su due date significative degli ultimi centocinquant’anni, ci accompagneranno da Vittorio Emanuele a Berlusconi, passando per il fascismo e il terrorismo. Naturalmente la presenza di uno scrittore come Fruttero ci permetterà di raccontare non solo le date della politica ma anche i personaggi e gli eventi della cultura che hanno fatto il nostro costume, da Giuseppe Verdi al De Amicis di Cuore, da D’Annunzio alla Dolce Vita di Fellini fino a Lucio Battisti.

L’idea che ci ha spinto non è quella di essere enciclopedici, di volervi raccontare tutto, ma solo di stuzzicare la vostra curiosità, la voglia di saperne di più e provare a scalfire quel muro di disinteresse verso il nostro passato che fa di noi un Paese di smemorati.


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