Calpestare i diritti umani è un crudele boomerang

"Famiglia Cristiana" n. 40 del 5 ottobre 2008

Sconosciuto ( 05 ottobre 2008 )

Primo piano, rubrica di Famiglia Cristiana, getta anche questa settimana uno sguardo rivolto all'immigrazione. Io credo che troppe volte anche noi del PD pensiamo più ai sondaggi, agli schemi "aziendali" che ci suggeriscono di evitare temi non popolari. Bene, forse bisognerebbe che non si "appaltasse" a Famiglia Cristiana, o meglio solo al mondo cattolico, la difesa degli immigrati. Non sarà popolare, ma forse la politica dovrebbe ritornare ad occuparsi anche di quei temi che nulla hanno a che vedere con "i bassi istinti" della gente.


ùIL CONTRIBUTO MORALE DELLA CHIESA DI CUI LA POLITICA HA BISOGNO

CALPESTARE I DIRITTI UMANI
È UN CRUDELE BOOMERANG

Scrive don Nozza: « Quando la Chiesa predica i valori della dignità, solidarietà, condivisione tra i popoli, di incontro tra le culture e le religioni, non fa battaglie politiche ma precisa i presupposti sui quali la politica deve costruire».

Mentre i capi di Stato all’Onu facevano il punto su come ridurre povertà e fame entro il 2015 (Obiettivi del Millennio), c’è chi ha preferito restare a casa tra massaggi e tisane. Ma la risposta alla cooperazione allo sviluppo l’Italia l’aveva già data: zero euro di spesa. Inutile, quindi, andare a New York. È davvero singolare che si parli di aiutare nei Paesi d’origine chi emigra per fame, e poi si tagliano i fondi per la cooperazione.
Nei confronti degli extracomunitari più che a una politica d’accoglienza e integrazione, assistiamo oggi a un programma di indesiderabilità che mira all’espulsione. Lo si vede dalla mano pesante nell’impedire i ricongiungimenti familiari o nell’ostacolare le richieste di asilo. Purtroppo, la «tendenza è al ribasso», come ha detto monsignor Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per i migranti, che ha criticato la politica verso gli immigrati dell’attuale Governo e dell’Unione europea.
Ma, ancora una volta, le sue denunce sono state rispedite al mittente «per insufficienza di argomenti», addirittura da un ministro "cattolico" che, senza pudore, ha accusato il cattolicesimo italiano di non avere «mai avuto storicamente una proposta per combattere la povertà e la fame nel mondo».
Proviamo noi, invece, a elencare qualche argomento. Primo. Il Papa il 17 agosto scorso ha preso posizione contro «ogni forma di discriminazione razziale», mettendo in guardia dal pericolo di un rinascente razzismo nel mondo. Secondo. La famiglia è un grande fattore di integrazione e stabilità, ma prevedere l’esame del Dna (come vuole Maroni) è una barriera e un impedimento. Come può un emigrato, a sue spese e in Paesi dove non esiste l’anagrafe, far fare l’esame del Dna a moglie e figli?
Terzo. Mentre il Governo decide di non spendere un solo euro per l’integrazione degli stranieri, stanzia 115 milioni di euro per i nuovi centri di identificazione, dove rinchiudere i clandestini. Quarto. Continuare a ritenere l’immigrazione un’emergenza d’ordine pubblico, e agire di conseguenza annunciando il «potenzionamento delle attività di contrasto», lede i diritti umani e, nella coscienza della gente, trasforma ogni immigrato in un potenziale criminale. Quinto. La politica, come ha scritto don Nozza, direttore della Caritas, sull’Osservatore Romano, deve operare «affinché si determinino cambiamenti nell’opinione pubblica imperante». Invece, è accaduto che la politica intercetti e manipoli gli umori della gente, finendo per amplificare paure e insicurezze.
Oggi la gente applaude alle sanzioni, vuole i clandestini in galera o respinti alle frontiere. Per convenienza, però, è disposta a chiudere un occhio sulle badanti. Come dire, gli immigrati che ci servono li teniamo, purché si rassegnino alla condizione di "servi".
Sesto. In Italia si sta diffondendo una cultura dell’intimidazione verso gli irregolari, che il Papa ha ricordato essere comunque «nostri fratelli», per i quali prevedere politiche d’accoglienza.
Più che demonizzarla, l’immigrazione va governata e gestita senza aggressività, trasformando «lo choc in una chance», come dice lo storico Andrea Riccardi. Non servono a nulla le misure di frontiera, anche le più dure. Calpestare i diritti umani è anche un crudele boomerang. L’immigrazione romena da sola produce 12 miliardi di euro della nostra ricchezza nazionale.



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