Roma, il supermercato della solidarietà

"Famiglia Cristiana" n. 42 del 19 ottobre 2008

Alberto Bobbio, ( 19 ottobre 2008 )

Una interessante esperienza a Roma messa in piedi dalla Caritas.

SOCIETA'
L'EMPORIO CHE LA CARITAS HA APERTO PER LE FAMIGLIE BISOGNOSE

ROMA, IL SUPERMERCATO DELLA SOLIDARIETÀ
Chi ha figli e non ce la fa riceve una tessera mensile a punti di 300 euro. Una "clientela" in fortissimo aumento.

Quanto costa un litro d’olio d’oliva? La macchina legge il codice a barre e sul computer appare una strisciata gialla: 4 token. Poi tocca alla pasta: 1 token. Nel carrello c’è un po’ di tutto: conserva di pomodori, Nutella, due scatole di fagioli, una confezione di biscotti, una busta di latte, surgelati Findus, acqua minerale, omogeneizzati, carne e verdure. La signora porge la tessera. La cassiera la infila nel computer. Totale: 23 token. Benvenuti al supermercato dove la spesa non costa nulla. Si paga in token, moneta virtuale, moneta della crisi da terza settimana, quando i soldi sono spariti per via di lavoro precario, pensioni da fame e bollette da pagare. Si chiama "Emporio della solidarietà" e lo ha inventato la Caritas di Roma.
L’emergenza la vedi tra questi scaffali. Lui faceva il tipografo e viene con la moglie da un quartiere lontano. S’appoggia al bastone, quasi si vergogna, quando vede il taccuino. «Finivamo il mese a bere un caffelatte di sera con un po’ di pane, una luce fioca sulla tavola, la Tv spenta, il telefono muto e il riscaldamento al minimo. Con 800 euro non vai avanti». Così un giorno ha preso coraggio ed è andato in parrocchia. Ha spiegato, ha portato le carte con il suo misero reddito e gli hanno dato la tessera con i token. E adesso viene qui una volta alla settimana a fare la spesa con i soldi virtuali. Roma ha fame, Roma è ingolfata di poveri invisibili.
Dice monsignor Guerino di Tora, direttore della Caritas diocesana: «Una volta venivano nei nostri centri a portare le bollette che non riuscivano a pagare. Ma il denaro per il cibo c’era sempre. Adesso siamo all’emergenza assoluta».
In pochi mesi 400 famiglie hanno avuto la tessera del supermercato. E le richieste aumentano ogni giorno. L’Emporio è il terminale di una rete di solidarietà che coinvolge la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, l’Arciconfraternita San Trifone della parrocchia della Natività di don Pietro Sigurani, la Compagnia San Paolo, il Circolo di San Pietro, che è la Caritas del Vaticano, il Banco alimentare, sei parrocchie, che diventeranno 30 entro la fine dell’anno, e due Municipi, il IX e il IV.
Le monete della Fontana di Trevi
Queste strutture verificano i bisogni e consegnano la tessera elettronica, una sorta di carta di credito a scalare con 200 token, circa 300 euro, da spendere in un mese. Spiega don Paolo Gessaga, direttore dell’Emporio: «La diamo alle famiglie e agli anziani. Per gli altri poveri più "classici" ci sono le mense».
L’idea dell’Emporio venne molti anni fa a don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas di Roma, che sempre è riuscito a individuare le emergenze prima che si presentassero. Ammette don Guerino: «Sembrava allora una cosa impossibile». Invece eccolo qui in una struttura donata alla Caritas dal sindaco Rutelli, nella zona di Ponte Casilino.
Serve le famiglie, perché chi è solo mangia alla mensa. Molte aziende riforniscono gratuitamente il supermercato: Barilla, Findus, Ferrero, Mulino Bianco, Pancaro, Palombini e altre. Dai Mercati generali arrivano verdura e frutta fresche. Si trova anche il latte in polvere per i neonati. Collaborano il Comune di Roma e quello di Marino, un paese sui Castelli. C’è un paniere di circa 20 prodotti, necessari per la tavola quotidiana. La Caritas ne compera alcuni con le monete che i turisti gettano nella Fontana di Trevi, circa 600 mila euro l’anno. Così ha deciso Walter Veltroni e così ha confermato il sindaco Gianni Alemanno.

Alberto Bobbio

Materiale: