La carta coperta di Bossi

"La Stampa" del 7 maggio 2010

Marcello Sorgi ( 07 maggio 2010 )

"Ci sono già due candidati leghisti, il presidente dei senatori Federico Bricolo e il capogruppo in commissione agricoltura Sebastiano Fogliato, per il posto al governo lasciato libero da Claudio Scajola...."

La carta coperta di Bossi



Ci sono già due candidati leghisti, il presidente dei senatori Federico Bricolo e il capogruppo in commissione agricoltura Sebastiano Fogliato, per il posto al governo lasciato libero da Claudio Scajola. A dimostrazione che questa volta Bossi non scherza e vuol ricordare a Berlusconi che anche un'alleanza che funziona, come quella tra il premier e la Lega, ha bisogno di essere riscaldata di tanto in tanto con atti concreti.

Al Senatùr, va da sè, poco importa che ieri a frenare le sue brame si sia alzato il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl per gli ex-An Ignazio La Russa. L'idea di mettere le mani sull'intero comparto delle politiche agricole marcia di pari passo con la conquista di tutto il Nord avviata con i risultati delle ultime regionali. Dopo aver portato a casa due governatori su tre nelle principali regioni in cui si votava, Bossi si era fatto avanti con Berlusconi per ribadire che lo scambio tra il ministero ex di Zaia e la presidenza del Veneto non gli andava giù. Poi, come fa sempre nelle trattative, dove dà il suo meglio, il leader del Carroccio aveva finto di «accontentarsi» dei tre assessorati all'agricoltura in Piemonte, Lombardia e Veneto per la Lega, per bilanciare, aveva spiegato, il passaggio di consegne all'interno del governo.

Ora invece Bossi torna alla carica sostenendo che la strada più semplice da seguire per Berlusconi, per chiudere al più presto lo strascico del caso Scajola, è di spostare Giancarlo Galan, ex-governatore del Veneto approdato a Roma, dall'Agricoltura allo Sviluppo economico liberato da Scajola, e consentire che il Carroccio torni a ricoprire la responsabilità che le era stata assegnata al momento della formazione del governo. Far circolare i due nomi di Bricolo e di Fogliato fa parte della tattica bossiana; così come lo scarto di mercoledì contro il Cavaliere e d'accordo con Fini in difesa della magistratura serviva ad aumentare le difficoltà di Palazzo Chigi, accerchiato in questo momento dalle inchieste sulla corruzione. Naturalmente, come in tutte le sue trattative, Bossi ha anche una carta coperta, che in questo caso lo è meno di altre volte. Il Senatùr infatti aspetta da troppo tempo di sapere che ne è stato dei famosi «numeri» del federalismo fiscale, indispensabili per metterne a punto i decreti attuativi, che aveva chiesto di conoscere per marzo e che Tremonti fatica a tirar fuori. Il guaio, infatti, è che Bossi lo aveva chiesto a gennaio 2009 per marzo dell’anno scorso. E intanto siamo arrivati a maggio 2010.




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