Malnate: perché l’assessore antitricolore dovrebbe dimettersi!

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Mariuccio Bianchi ( 14 maggio 2010 )

Ricevo e volentieri pubblico da parte del mio amico Mariuccio Bianchi

Malnate: perché l’assessore antitricolore dovrebbe dimettersi!


A Malnate in questi giorni le notizie si rincorrono, si accavallano, si contraddicono: l’assessore antitricolore Mingardi si dimette, anzi no, forse chissà. Nel momento in cui scrivo sembrerebbe che l’assessore nella bufera, dopo aver consegnato il 7 maggio una lettera di dimissioni al sindaco, che le avrebbe accettate (il condizionale è d’obbligo non disponendo io di informazioni dirette, ma solo di ciò che è riferito dai media), dopo aver formulato delle scuse poco convinte, almeno ad un lettore attento, avrebbe ritirato le dimissioni il giorno 13 maggio, dopo la presa di posizione dei vertici provinciali e della sezione cittadina della Lega Nord.
Che dire? Sul piano personale mi auguravo che Barbara Mingardi, nel suo piccolo, si comportasse diversamente dai tanti politici “maggiori”, Scaiola a parte, che rassegnano finte dimissioni, cioè che vengono ritirate, più o meno su preghiera di qualche leader del proprio partito, di lì a qualche giorno. Peccato, anche perché si sarebbe disinnescata una polemica politica, che invece sarà destinata a continuare!
In altri termini, non è, a mio parere, ammissibile che l’assessore in questione rimanga al suo posto, indipendentemente dalle qualità da lei mostrate nel settore di competenza. Chi scrive ha avuto modo di apprezzarne la volontà e la determinazione, ma le sue dichiarazioni e le sue convinzioni in merito al tricolore, cioè ad uno dei simboli, anzi al simbolo per eccellenza del nostro Paese, fanno sì che la persona in questione non possa cavarsela dichiarando trattarsi di opinioni personali: se un assessore, un pubblico ufficiale, la cui funzione può portarlo ad indossare la fascia tricolore, non si riconosce nella bandiera italiana, ha il dovere morale, prima che politico, di rassegnare le dimissioni. Oltre tutto il non amore per il tricolore è stato espresso da Mingardi e dal gruppo di facebook, cui appartiene, in un modo così triviale, volgare e laicamente “sacrilego”, da non meritare alcuna attenuante e comprensione. I cosiddetti Padani chiedono un giorno sì e l’altro pure agli extracomunitari il rispetto delle nostre leggi e delle nostre tradizioni; mi permetto di chiedere loro di fare altrettanto rispettando l’articolo 12 della nostra Costituzione che recita:” La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano”, il verde, bianco e rosso nel quale, mi si permetta un po’ di indignata retorica, la maggior parte del nostro popolo ancora si riconosce, come si riconosce nell’Inno di Mameli.
In conclusione, si dimetta, assessore Mingardi: perderà un posto di potere, ma guadagnerà, tardivamente, quella comprensione che finora non ha dimostrato di meritare.

Mariuccio Bianchi -Malnate

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