La prima vera sorpresa è Benitez

"La Stampa" del 23 settembre 2010

Guido Boffo ( 23 settembre 2010 )

Grazie Rafa......

La prima vera sorpresa è Benitez



Quattro giornate, cinque punti. Il distacco tra l’Inter e il Milan fa un certo effetto, soprattutto se letto con la lente deforme del mercato. Ibra segna ma non basta. Milito torna a segnare ed è più che sufficiente, anche perché al fianco saetta un certo Eto’o, l’attaccante più in forma del campionato. Lo svedese non ha partner altrettanto scatenati, per quanto Allegri si ingegni a rimodellare il tridente: ieri ne ha battezzato una versione assai edulcorata, con Boateng preferito a Robinho e Inzaghi. Risultato? Modesto.

La Lazio fa un favore ai nerazzurri, non il primo, ma ridurre tutto a una questione di legni (l’incrocio di Zambrotta all’Olimpico e il palo di Almiron a San Siro dopo 26”) sarebbe fuorviante. I campioni d’Italia sono tornati ad esibire una potenza di fuoco e una solidità che sembrano azzerare le riserve su Benitez, semmai ne esaltano i meriti, a partire dall’avvicinamento di Eto’o alla porta. Non è tempo di verdetti, ma le sensazioni non depongono a favore dei rossoneri, già avvitati intorno alla dipendenza da Ibrahimovic, ed esigono dalla Juve una risposta all’altezza nel posticipo di questa sera con il Palermo. Perché sarebbe davvero troppo sperare che il ceto emergente, dal Chievo al Brescia, riesca a dare un senso al campionato, diverso dal monocolore degli ultimi anni. Nè la Roma può restare aggrappata in eterno ai miracoli: due punti in 360 minuti, al netto della direzione sciagurata di Russo e delle lacrime di Julio Sergio azzoppato, allungano ombre spessissime sul futuro di Ranieri. Una in particolare, quella di Lippi.

Non è così compromessa la situazione di Allegri ma i primi distinguo («Non facciamo la corsa sui cugini») nascondono un’incertezza preoccupante e rischiano di scatenare qualche prurito persino a Palazzo Grazioli. In compenso all’Inter le idee sono chiarissime. Milito non segnava dallo scorso 22 maggio, dalla doppietta nella finale di Champions League, non una data banale. Un’altra doppietta, quella al Bari, è un balsamo formidabile per l’argentino e per lo stesso Benitez.


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