Il deciso colpo di freno di Berlusconi

"La Stampa" del 22 marzo 2011

Marcello Sorgi ( 22 marzo 2011 )

"Non è ancora un contrordine o una ritirata, ma certo Berlusconi ha dato ieri un robusto colpo di freno agli entusiasmi bellicosi dei suoi ministri, che per due giorni si erano alternati in tv con il volto dell’arme, senza interrogarsi sull’evidente confusione che ha accompagnato fin dall’inizio la missione internazionale in Libia...."

Il deciso colpo di freno di Berlusconi


Non è ancora un contrordine o una ritirata, ma certo Berlusconi ha dato ieri un robusto colpo di freno agli entusiasmi bellicosi dei suoi ministri, che per due giorni si erano alternati in tv con il volto dell’arme, senza interrogarsi sull’evidente confusione che ha accompagnato fin dall’inizio la missione internazionale in Libia. Stretto tra Putin e Bossi, per fare un’estrema semplificazione, il premier s’è reso conto che un’adesione così pronta e acritica all’intervento correva il rischio di mettere in discussione le sue alleanze internazionali e quelle interne.

Per uno come il Cavaliere, che tanto si era speso nella costruzione di un’inedita amicizia con il leader russo, con la Turchia di Erdogan e lo stesso Gheddafi, il campanello d’allarme è suonato bruscamente con il mutamento evidente del quadro in cui la missione aveva preso il via: Mosca e Pechino ne denunciavano l’esorbitazione rispetto agli obiettivi indicati dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, Ankara insisteva per ricondurne il comando e il controllo sotto l’egida Nato. Di qui la dichiarazione, allineata con l’esigenza di un coinvolgimento dell’Alleanza atlantica, del ministro Frattini, che ha subito provocato una dura reazione negativa dei francesi.

Sorprese anche peggiori sono uscite dal Consiglio dei ministri straordinario convocato per una valutazione della situazione, in cui Bossi ha ribadito le sue riserve sulla missione e ha annunciato che al prossimo dibattito parlamentare la Lega presenterà una sua mozione, per ribadire la necessità di imporre limiti precisi alla missione e di ancorarla all’impegno, per tutti i Paesi coinvolti, di accogliere una parte dei profughi che continuano ad approdare a Lampedusa. In pratica, se la maggioranza vuol restare tale alla Camera, il Pdl non potrà che confluire sul testo del Carroccio, dando la sensazione, ancora una volta, che è il Senatùr a stabilire la linea del governo.

Nel giro di ventiquattr’ore si è passati di conseguenza dal saluto entusiastico ai primi decolli dei caccia italiani, trasmessi in diretta dai tg, all’affermazione che i piloti si sono limitati a una ricognizione evitando di sganciare o missili o bombe, all’ipotesi che in mancanza di copertura Nato la disponibilità delle basi aperte alle forze della coalizione possa essere ritirata. In appoggio a Berlusconi, per sua fortuna, sono arrivate anche le perplessità americane e le prime incrinature al vertice delle Nazioni Unite sull’andamento della missione «Alba dell’Odissea»: che fin dalle prime battute, in mancanza di risultati, rischia soltanto di fare maldestramente onore al suo nome.


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