Ballottaggi e nuovi scenari

www.ilriformista.it del 24 maggio 2011

Emanuele Macaluso ( 25 maggio 2011 )

"Berlusconi, un giorno sì e l’altro pure dichiara che comunque vadano i ballottaggi, il governo resterà in piedi...."

Ballottaggi e nuovi scenari



Berlusconi, un giorno sì e l’altro pure dichiara che comunque vadano i ballottaggi, il governo resterà in piedi. Sono parole, quelle del Cavaliere, volte a mettere le mani avanti, convinto che la partita è persa. Io non so se sarà così, ma il nervosismo che attraversa tutto l’arco della maggioranza e le folli promesse elettorali sfornate quotidianamente, ci fanno capire che effettivamente Berlusconi e i suoi soci avvertano che il vento che spirava domenica 24 luglio non cambia. Sono stato a Milano per partecipare a una manifestazione in cui si presentava il Riformista e non è difficile capire qual è il clima in quella città. Il Cavaliere e i giornali berlusconiani tentano di identificare Pisapia con l’estremismo rosso, ma tutta l’area del riformismo milanese, socialista, laica e cattolica, sostiene con convinzione la candidatura dell’avvocato garantista. Ho notato con piacere che anche il mio vecchio amico repubblicano Antonio del Pennino che si era ricollocato nell’area di centro destra, ha scritto a noi una lettera per dire che voterà Pisapia ed era presente alla manifestazione del Riformista.
Voglio dire che a Milano si verifica un processo politico, che coinvolge anche il Pd, SeL ecc., ma non si identifica con essi, il cui sbocco non è ancora definito. Tuttavia la direzione è quella che può ricongiungere l’antica storia del riformismo milanese, con quella che possono scrivere le nuove generazioni impegnate a dare soluzioni riformiste a problemi di oggi, in una società molto articolata. È una grande sfida a cui è chiamato a dare un contributo il nostro giornale.
A Napoli la situazione è del tutto diversa, anche se è possibile, come mi auguro, che nella capitale del Mezzogiorno la coalizione berlusconiana, in cui convivono forze conservatrici, gruppi di potere inquinanti, gruppuscoli di una ex sinistra trasformista, venga sconfitto. Ma a Napoli non spira il vento del riformismo come a Milano: i partiti sono scomparsi. Anche un partito come il Pd, che per tanti anni ha governato la Regione, la Provincia e il Comune, sembra si sia liquefatto. Non voglio ora riprendere la polemica con Umberto Ranieri e altri compagni che hanno confuso la loro battaglia politica con quella di un aggregato elettorale impersonato dall’ex Pm De Magistris. Riapriremo il confronto dopo le elezioni. Non posso tacere però il fatto che i giornali della “sinistra radicale” affidino l’alternativismo sociale, politico culturale che li caratterizza al giustizialismo antipartito dell’ex Pm. Ricordate, cari amici, che la deriva giustizialista e antipartito, nel 1984, fu utilizzata dalla destra. Ai riformisti napoletani ripeto, turatevi il naso e votate De Magistris: di fronte a una stretta scegliete il male minore. Poi si vedrà cosa fare. Ho fatto queste considerazioni perché sono convinto che dopo i ballottaggi, qualunque cosa faccia Berlusconi, si apre una nuova fase politica. Sarebbe un azzardo prevedere quali saranno gli scenari. Ma tutte le forze politiche in campo saranno chiamate a fare i conti con se stesse. Può darsi che mi sbagli, ma al Nord il filo di ripensamento della sinistra si intravede. Ancora una volta il Mezzogiorno è un banco di prova. Sbrogliare, l’imbrogliata matassa della sinistra, da Napoli alla Calabria alla Sicilia, è difficile. Anche perché non vedo ancora né un filo per ricominciare, né le forze che possono tesserlo.

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