Da Napoli l'unica novità del voto

"La Stampa" del 1° giugno 2011

Marcello Sorgi ( 01 giugno 2011 )

"All’indomani della sua elezione plebiscitaria, le dimissioni di De Magistris dal suo partito, l’Italia dei Valori, sono l’unica notizia fornita dal neo sindaco di Napoli..."

Da Napoli l'unica novità del voto



All’indomani della sua elezione plebiscitaria, le dimissioni di De Magistris dal suo partito, l’Italia dei Valori, sono l’unica notizia fornita dal neo sindaco di Napoli. L’ex magistrato l’ha spiegata bene, dicendo che lascerà anche il seggio di europarlamentare, e che il ruolo ricoperto nel partito – ovviamente, quello di responsabile dei problemi della giustizia – era incompatibile con i compiti che lo attendono. Ma a parte il fatto che essere sindaco è una carica amministrativa che fa riferimento a una maggioranza e ha contro un’opposizione, cioè qualcosa di diverso dalle cariche istituzionali che richiedono la rinuncia a un’appartenenza (e questa è la ragione per cui ci sono un sacco di sindaci del Pdl, del Pd, o di altri partiti che si tengono la tessera), la decisione di De Magistris sembra più facile da spiegare come logica conseguenza di una campagna elettorale, proprio la sua, giocata al primo turno tutta contro il Pd e al secondo contro il Pdl, e più in generale contro la partitocrazia. In questo senso De Magistris non è il primo, ma forse rappresenta l’esempio più riuscito, di sindaco antipolitico e antipartitocratico, che ha costruito nelle urne una sua maggioranza autonoma e ha preso giustamente tempo prima di decidere la sua giunta, perché sa che seppure con i partiti dovrà convivere, a livello locale e nazionale, ogni compromesso in quel campo sarà giudicato severamente dall’elettorato e dalla cittadinanza napoletana, disperata ed esausta per le promesse subite e non mantenute.

Si tratta di un esperimento nuovo e difficile da realizzare. Ma De Magistris ha dimostrato di avere capacità e fegato necessari per portarlo a termine. Quel che resta da capire, a parte l’ambizione logica di dimostrare che così Napoli può essere amministrata meglio di quel che hanno fatto le vecchie amministrazioni politiche classiche, è dove possa poi puntare, se le cose andranno come spera, il candidato che a sorpresa ha capovolto più di tutti il risultato elettorale, dando trenta punti di distacco al suo avversario, ed è diventato tutto insieme il capo di un nuovo partito personale. Su questo, De Magistris è comprensibilmente abbottonato. Ma alle prossime primarie del centrosinistra, quelle che al più tardi entro un anno dovranno laureare il prossimo aspirante premier, si può scommettere che accanto a Renzi, il sindaco di Firenze che ha già annunciato che entrerà in corsa, ci sarà anche il nuovo sindaco di Napoli.



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