Fumata nera e poche concessioni

"La Stampa" dell'8 giugno 2011

Marcello Sorgi ( 08 giugno 2011 )

"Se serviva una conferma che il vertice di maggioranza di lunedì è stato inutile, se non addirittura controproducente, nella giornata di ieri ne sono arrivate più d'una..."

Fumata nera e poche concessioni



Se serviva una conferma che il vertice di maggioranza di lunedì è stato inutile, se non addirittura controproducente, nella giornata di ieri ne sono arrivate più d'una. La cautela con cui il ministro dell'Economia Tremonti ha evitato le domande dei giornalisti relative alle ipotesi di riduzioni fiscali, argomento su cui Berlusconi aveva insistito molto ad Arcore per rafforzare il rapporto con gli elettori delusi e costruire la ripresa del centrodestra nel fine legislatura, fa pensare che il ministro che ha in mano i conti dello Stato non abbia molte concessioni da fare su questo terreno.

L'altro fronte aperto è di nuovo quello dello spostamento dei ministeri a Milano, cavallo di battaglia della Lega negli ultimi giorni nella deludente campagna elettorale per le amministrative, su cui il premier aveva fatto qualche vaga apertura che aveva provocato la sollevazione del sindaco di Roma Alemanno e della governatrice del Lazio Polverini. Puntualmente le polemiche si sono riproposte ieri non appena il ministro Calderoli ha annunciato la presentazione di una proposta di legge per il trasloco ministeriale, sul quale il Carroccio sostiene di aver avuto un via libera da parte del Cavaliere. Berlusconi fa sapere di aver fatto un’apertura, al massimo, allo spostamento di qualche ufficio di rappresentanza. Ma questo non basta a placare le ire degli ex An romani e neppure a rassicurare i leghisti.v

La sensazione insomma è che malgrado la nomina di Alfano a segretario e l'avvio di una nuova fase del Pdl, sia il partito del presidente, sia la maggioranza nel suo complesso, fatichino ancora a digerire la sconfitta di Milano e Napoli, e soprattutto che non abbiano raggiunto alcuna intesa sulle prospettive. La continuazione della collaborazione tra i due alleati di governo come se nulla fosse accaduto si va rivelando impossibile per le difficoltà di Bossi di tenere a bada la base del suo partito sempre più inquieta, in vista dell’appuntamento di Pontida che per la prima volta dopo molti anni dovrà fare i conti con una sconfitta, e per le divisioni interne del Pdl, rimaste intatte, e anzi aggravatesi in qualche caso, anche dopo le rassicurazioni del presidente del Consiglio. Alla fine il partito è diviso tra chi ritiene che Berlusconi con un colpo d'ala possa ancora recuperare, e chi invece vorrebbe vedergli fissare fin d'ora tempi e modi della successione.


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