L’opposizione ha un progetto?

www.ilriformista.it del 29 luglio 2011

Emanuele Macaluso ( 29 luglio 2011 )

"Il discorso del Presidente della Repubblica sui temi della giustizia e delle carceri è uno di quei documenti che onorano la democrazia, la quale attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia..."

L’opposizione ha un progetto?


Il discorso del Presidente della Repubblica sui temi della giustizia e delle carceri è uno di quei documenti che onorano la democrazia, la quale attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia. E bene ha fatto a dare rilievo all’opera di Marco Pannella, svoltasi negli anni, con coerenza e continuità, su un terreno accidentato, anche in casi in cui le sue posizioni suscitavano aspre polemiche.
Ma anche se in passato, Marco, sbagliando, definiva la democrazia italiana un «regime partitocratico», lo svolgimento della lotta politica consentiva sbocchi. Come è stato per i due referendum sul divorzio e l’aborto che hanno segnato, grazie ai radicali, un grande progresso civile.
Gli esempi sono molti: financo nella crisi del 1992, mentre si spegneva la vita dei grandi partiti che fecero la Repubblica e la Costituzione, con i governi di Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi, la democrazia italiana seppe tuttavia uscire da una strettoia economica e sociale che ricorda quella che stiamo vivendo.
Oggi - ecco il punto toccato dal presidente - sembra che il paese non trovi vie d’uscita da una crisi che divora risorse e credibilità: la politica è impotente ed entrano in giuoco poteri invisibili e occulti decisi a snervare ancora il tessuto democratico (assemblee elettive, partiti, sindacati, movimento cooperativo e associativo, enti locali) già così debole.
Ieri abbiamo letto l’appello firmato da associazioni imprenditoriali, bancarie, sindacali, di piccoli produttori, che chiedono «discontinuità» e un «recupero di credibilità» per affrontare una situazione che, dicono i firmatari del documento, diventa sempre più “insostenibile”. E chiedono un «progetto di crescita del paese, in grado di assicurare la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione».
Oggi chi è in grado di mettere in campo questo progetto? Il presidente del Consiglio è rintanato in Senato come in un bunker e, con il voto di fiducia, vuole l’ennesima legge che serve solo a lui e danneggia la giustizia. E il paese non ha un governo. L’opposizione, parlo soprattutto del Pd, è in difficoltà per vicende politico giudiziarie che nessuno vuole sottovalutare, ma che sono enfatizzate, non solo dalla stampa berlusconiana, ma anche da qualche giornale indipendente e dal solito “Fatto” dipietrista che continua ad attaccare, con argomenti speciosi e penosi, anche il presidente della Repubblica.
Se le forze politiche restano così bloccate il discorso del presidente resterà come testimonianza di una drammatica vicenda politica di cui, oggi, non si vede lo sbocco. A meno che nella maggioranza non si muovano gruppi e persone consapevoli dei danni a cui il paese è esposto, escano dal bunker berlusconiano e facciano politica. E soprattutto è necessario che l’opposizione tutta si riunisca e presenti al paese un’alternativa di governo e un “progetto” per salvare il paese.
Se questo non avverrà, saranno i poteri visibili e invisibili che provvederanno a “commissariare” il paese. Come non lo so. Ma il vuoto, in politica, non esiste.

Materiale: