Terzo Polo: governo di unità nazionale

www.ilriformista.it del 31 luglio 2011

Sconosciuto ( 01 agosto 2011 )

"Fini, Casini e Rutelli lanciano la proposta di un esecutivo di larghe intese al centro-sinistra e al centro-destra. "Premier politico, non tecnico". E spuntano i nomi di Maroni, Monti e Schifani...."

Terzo Polo: governo di unità nazionale

Fini, Casini e Rutelli lanciano la proposta di un esecutivo di larghe intese al centro-sinistra e al centro-destra. "Premier politico, non tecnico". E spuntano i nomi di Maroni, Monti e Schifani.

Tre interviste e una domenica di fine Luglio tutta politica. Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli marceranno forse divisi, ma colpiscono uniti. E il messaggio è chiaro: "Governo di unità nazionale. Subito". E vorrebbero un premier politico, non tecnico, di alto profilo e capace di darsi un programma forte. Dall'identikit si direbbe tutt'altro che un governo balneare e tantomeno di transizione. La proposta assume tratti anti-berlusconiani nelle parole del Presidente della Camera: "se Berlusconi continua col ritornello che va tutto bene, abbiamo la riprova di una sostanziale irresponsabilità dell’esecutivo". Ma a gettare acqua sul fuoco interviene Casini: "l'uscita di Berlusconi da palazzo Chigi non dovrà essere una sua penalizzazione" e sottolinea la necessità di "un armistizio tra tutti i partiti". Perché la proposta del Terzo Polo è rivolta, con tutta evidenza, in primo luogo al centro-destra per disarcionare il premier e comporre una nuova maggioranza. Non a caso i nomi che circolano, Maroni, Monti e Schifani suonano particolarmente graditi a una parte degli eletti del Pdl. Se la proposta ha registrato parole d'incoraggiamento a sinistra, con Massimo D'Alema che lascia aperta la porta a un gioco di sponda ("noi siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità"), nel centro-destra le reazioni ufficiali sono, com'era prevedibile, di netta chiusura. Cicchitto non ha dubbi, i sostenitori della proposta avrebbero "un unico punto in comune: quello della contrapposizione pregiudiziale e frontale all'attuale governo", nella soluzione politica, secondo il capogruppo Pdl alla Camera, finirebbero per dividersi. Più duro il commento del titolare dell'Agricoltura, Saverio Romano, che arriva ad accostare il tentativo di cambiare maggioranza a un "golpe di palazzo".

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