Silvio davanti ai mercati

www.ilriformista.it del 2 agosto 2011

Alessandro De Angelis ( 03 agosto 2011 )

"Crisi. Berlusconi commissaria Tremonti e punta su un discorso sviluppista. Il Cipe sbloccherà 7,5 miliardi per il piano Sud. Se le Borse crollano nuova manovra di tagli..."

Silvio davanti ai mercati

Crisi. Berlusconi commissaria Tremonti e punta su un discorso sviluppista. Il Cipe sbloccherà 7,5 miliardi per il piano Sud. Se le Borse crollano nuova manovra di tagli.

«Non possiamo sbagliare. Dobbiamo far capire che solo questo governo può fronteggiare la crisi, e che non ci sono alternative». Il terrore del passo falso aleggia nel bunker, quando Silvio Berlusconi lima con i fedelissimi il discorso di oggi alle Camere.
Una parola, un passaggio sbagliato e salta tutto. Perché stavolta il premier ha davvero optato sull’azzardo. Se dopo il suo intervento si ridurrà lo spread tra i nostri Btp e i bond tedeschi, sarà il grande vincitore, altrimenti il grande sconfitto.
Ma c’è di più. C’è anche una feroce partita che si gioca sottotraccia. E riguarda i rapporti di forza nella maggioranza. Ieri i maroniani, che ormai fanno circolare apertamente voci sulla «necessità di una fase nuova a settembre» hanno recapitato al premier un grido d’allarme: «Parlare a borse aperte è un suicidio. Così salta tutto». La Lega è solo un corno del problema. L’altro si chiama Giulio Tremonti. Il Cavaliere ha approfittato dell’affaire Milanese per azzopparlo: «Stavolta - ha scandito ai suoi - la situazione la prendo in mano io». E c’è un motivo se i due avevano in programma di vedersi, ma poi l’incontro è saltato. E c’è stato solo un rapido contatto telefonico. In questo passaggio Berlusconi ha scelto di tenerlo al buio, di commissariarlo nel momento più difficile. Tanto che il discorso lo ha preparato facendosi mandare idee e consigli da Alfano, Cicchitto, Lupi. Evitando di entrare nel merito col custode dei conti. Un azzardo, che annuncia la volontà di facilitare un cambio in via XX settembre: «Berlusconi - dice un ministro a microfoni spenti - di fatto si sta prendendo l’interim, perché ormai che Giulio è a tempo giudizio diffuso e condiviso».
Ecco la scelta spericolata. Per dimostrare che il timone di palazzo Chigi è ancora saldo nelle mani del premier. E non è un caso che il Cavaliere ha preparato il discorso più sviluppista possibile, in vista del confronto di domani con quelle parti sociali che da giorni invocano una «discontinuità». Per questo oggi proverà a dare segnali, sia pur tra i mille vincoli che il rigore impone, puntando il più possibile sullo sviluppo. A partire dai fondi che sbloccherà il Cipe questa mattina. L’accordo è stato già raggiunto grazie alla mediazione del ministro Fitto. Che ieri ha trovato un’intesa con Tremonti su 7,5miliardi da destinare alle infrastrutture e soprattutto a quel piano sud più volte annunciato ma sempre rimasto su carta. È un modo per dare risposte alle parti sociali, quasi scavalcando un’opposizione parlamentare che il premier considera solo animata da pregiudizio: «Sfidiamoli - il senso del ragionamento -facendo vedere che il governo è in grado di operare. Se hanno proposte, le discutiamo, ma devono farle invece di chiedere le elezioni».
Epperò la strategia del rischio potrebbe infrangersi con la chiusura delle borse. Se va male, la crisi avrà il nome e il volto di Silvio Berlusconi. Ecco perché è stato già approntato il “piano b”, per salvare il salvabile, paese e governo. L’idea è di sdraiarsi su quella che a palazzo Chigi chiamano «la linea Draghi-Napolitano». Ieri il capo dello Stato ha messo nero su bianco tutta la sua preoccupazione, dopo aver incontrato Mario Draghi, per la seconda volta in pochi giorni. E ha invitato tutti a scelte coraggiose: «Nell’attuale momento - si legge nella nota de Colle - la parola è alle forze politiche, di governo e di opposizione, chiamate a confrontarsi con le parti sociali sulle scelte da compiere per stimolare decisamente l’indispensabile crescita dell’economia e dell’occupazione, a integrazione delle decisioni sui conti pubblici volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014».
Il segnale è la parola «integrazione». Per ora il Cavaliere risponderà sul terreno dello sviluppo, per dare un segnale alle parti sociali. Ma «integrazione» è il termine chiave del “piano b” approvato a palazzo Chigi. Di fronte al crack, il premier ha intenzione di rispondere subito, convocando martedì prossimo un consiglio dei ministri di emergenza, per varare a tempi record un decreto di lacrime e sangue. Che integri la manovra già approvata. Il decreto anticiperebbe, da subito, tutti i tagli previsti per il 2013. Praticamente, è un’altra manovra. Il secondo step poi è la convocazione d’urgenza di una seduta parlamentare per approvare il tutto prima di ferragosto. Con Tremonti azzoppato - ragionano i ben informati - l’unico modo per galleggiare a palazzo Chigi è accettare il commissariamento del Colle e di Bankitalia. Bastava leggere l’editoriale del Corriere di ieri per capire che in molti la considerano l’unica via d’uscita: «Pur di evitare il governo tecnico - dice chi è a lavoro sul “piano b” - assumiamo noi l’agenda Draghi, facendo politiche da governo di emergenza. È l’unica via per tenere Berlusconi a palazzo Chigi». E col Tesoro senza più autorevolezza, lo staff con cui concordare ogni passo diventerebbe quello di via Nazionale.

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