Per Silvio le parti sociali preparano solo una trappola

"La Stampa" del 5 agosto 2011

Marcello Sorgi ( 05 agosto 2011 )

Per Silvio le parti sociali preparano solo una trappola


L'imbarazzo delle delegazioni era evidente, anche se Berlusconi ha finto di non accorgersene. E la riunione al ritrovato tavolo con le forze sociali s’è svolta in un indispensabile clima di ipocrisia, mentre di ora in ora le Borse facevano registrare un’altra giornata nera, che non sembra sia stata per nulla alleviata dagli esiti del dibattito parlamentare sulla crisi di mercoledì. Se non fosse che il ritorno a un clima di confronto è di per sé una buona notizia, pensando al livello delle relazioni degli ultimi mesi tra governo Confindustria e sindacati, sarebbe davvero difficile credere alla svolta del Cavaliere in materia di concertazione.

È stato il precipitare degli eventi degli ultimi giorni a convincere il premier che era necessario tornare sui propri passi e promuovere un’apertura alla trattativa. Ma il giudizio di Berlusconi sul documento messo a punto dalle parti sociali la settimana scorsa era e rimane duramente negativo. Più che l’offerta di disponibilità a trovare un terreno di incontro, il Cavaliere aveva colto in quel testo, messo a punto piuttosto precipitosamente e non del tutto condiviso all’interno delle organizzazioni che lo avevano firmato, una chiara minaccia al governo. La sensazione, percepita anche dai più stretti collaboratori del premier, era che si trattasse di un modo di accelerare una soluzione d’emergenza, un governo tecnico o istituzionale da insediare al più presto, e che dunque le parti sociali si fossero risolte a far da sponda a una pressione che veniva dall’opposizione. Non si può certo dire che Berlusconi avesse completamente messo da parte questi pensieri quando ieri si è seduto al tavolo della concertazione. A dimostrarlo era il nervosismo, tradito in più occasioni dal premier: come quando s’è lasciato andare a uno dei suoi consueti sfoghi contro la magistratura, o quando ha avuto un breve alterco con Tremonti sul ruolo della Banca centrale europea, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. Al di là degli impegni presi e delle reciproche assicurazioni, del governo e delle delegazioni, di accorciare al massimo le vacanze e tenersi pronti a qualsiasi emergenza, il bilancio delle due giornate anti-crisi, in Parlamento e a Palazzo Chigi, resta dunque assai modesto, e il futuro del governo assai incerto. La situazione è lontana dall’essere tornata sotto controllo. Finché la tempesta sui mercati non dà qualche segno di stanchezza, purtroppo, le buone intenzioni dovranno fare i conti con eventi imprevedibili che ormai non dipendono più da noi.



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