Bersani: ora verità sulla BCE

www.ilriformista.it del 7 agosto 2011

Sconosciuto ( 08 agosto 2011 )

"L'opposizione chiede all'esecutivo di far luce sui vincoli posti dalla BCE all'Italia. E qualcuno parla di commissariamento di fatto.."

Bersani: ora verità sulla BCE

L'opposizione chiede all'esecutivo di far luce sui vincoli posti dalla BCE all'Italia. E qualcuno parla di commissariamento di fatto..

"Vogliamo la verità. E' incredibile e inaccettabile che l'opposizione non abbia avuto fin qui comunicazione alcuna sui vincoli ai quali la comunità europea e internazionale ci sta sottoponendo. Al di la di indiscrezioni, nessuna comunicazione formale è stata data ne a noi, ne all'opinione pubblica. Che cosa davvero e precisamente ci stanno chiedendo la Bce e le istituzioni internazionali?" incalza il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Fa eco la posizione della CGIL: "L’insistente notizia che vi sarebbe una comunicazione formale della Bce che indica al Governo le misure da prendere, dà corpo alla preoccupazione che si stia vivendo ormai in un Paese commissariato e privo di autonomia". Responsabilità dall'opposizione senz'altro, ma a patto che il governo sia trasparente sulle misure imposte dalla Banca Centrale Europea al governo italiano. Durissimo il commento di Antonio Di Pietro che torna a chiedere le dimissioni di Berlusconi: "L'Italia, in questo momento, è sotto tutela dell'Unione Europea e un Paese sotto tutela non è libero e democratico e, soprattutto, non è in grado di dare credibilità alle istituzioni". Preoccupazione anche da parte di Mario Monti, nelle scorse settimane indicato come possibile leader di un governo di transizione. Per Monti un governo che non decide lascia di fatto le scelte nelle mani di un "governo tecnico sopranazionale" europeo. Anche dalla Lega si levano voci critiche, con Flavio Tosi che commenta così le strade intraprese dell'esecutivo: "non è che dalla sera alla mattina i mercati di mezzo mondo si mettono a giocare contro l'Italia. Francamente Berlusconi ha sottovalutato la cosa. Diciamo la verità, l'idea di presentare a luglio una manovra imponente ma che si scaricava di fatto sull'esecutivo che uscirà dalle prossime elezioni aveva una sua logica elettorale, ma non è stata una scelta brillante".

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