La rivolta dei senza famiglia

"La Stampa" del 9 agosto 2011

Vittorrio Sabadin ( 09 agosto 2011 )

"Venticinque anni fa scoppiò a Tottenham la rivolta di Broadwater Farm, anche quella causata dai metodi troppo ruvidi della polizia..."

La rivolta dei senza famiglia


Venticinque anni fa scoppiò a Tottenham la rivolta di Broadwater Farm, anche quella causata dai metodi troppo ruvidi della polizia.

Quella polizia che aveva ucciso, facendola cadere a terra, la madre di un giovane arrestato. Allora, la folla fu arringata davanti alla sede degli agenti con un megafono, oggi si raduna grazie a Twitter e Facebook. Ma la differenza è tutta qui. Totthenam è rimasto più o meno quello di sempre: nessuno trova lavoro, la scuola fa pena, le famiglie si disgregano e Northumberland Park Ward, il quartiere al centro di tutte le sommosse, è rimasto una delle zone più depresse d’Europa.

Mentre tutti tendono a dare la colpa della rivolta alla crisi economica globale, solo il «Daily Telegraph», in questi giorni, ha sostenuto la tesi che i tagli del welfare non c’entrano nulla e che la rivolta ha ragioni più antiche e complesse. L’80 per cento dei ragazzi sotto i 17 anni che abitano a Tottenham vivono in condizioni di povertà, spesso con una madre divorziata che quando ha fortuna prende la Victoria line tutte le mattine per andare a pulire le camere degli hotel di Mayfair. Molte delle madri disoccupate vivono di sussidi e carità, e spesso attenuano il loro dolore con la birra e i liquori a poco prezzo che si vendono dovunque. A Tottenham c’è in media un’offerta di lavoro ogni 54 disoccupati e per i ragazzi non c’è futuro. Non possono trovare un impiego, vivono senza l’esempio e il controllo che dovrebbe esercitare la famiglia e trovano dunque gli esempi da imitare altrove.

Nel 2000, la scuola di Northumberland Park è stata la prima in Inghilterra ad avere un agente di polizia stabile al proprio interno, per arginare la violenza che esplodeva nelle classi fra gli studenti e contro i docenti. Il ruolo di educatore è passato da tempo alle gang di strada, come la tragicomica Npk o le più serie bande di criminali turchi e curdi che stanno allargando la loro influenza da una street all’altra per controllare droga e prostituzione. Il nemico degli adolescenti è l’autorità e ogni occasione è buona per sfidare la polizia sulla base di un rancore alimentato in parte da leggende e in parte, purtroppo, da dati sconcertanti: dal 1998, più di 300 persone sono morte mentre erano in custodia della polizia, e nessun agente è mai stato incriminato per risponderne.

La povertà, la disoccupazione, le storiche tensioni con la polizia non spiegano però tutto, ha scritto il «Guardian». Secondo il giornale, è come se nei quartieri periferici ai quali la rivolta si è estesa si fosse ormai affermata una subcultura di coltelli e armi nascoste, pronti ad essere utilizzati quando una fraternità è colpita. Quasi ogni settimana un ragazzo è ucciso a coltellate per vendicare qualche offesa, per rimarcare una supremazia, perché si è bevuto troppo, o anche per niente. Gli agenti sono attaccati quando arrestano qualcuno e se qualcuno è ucciso dalla polizia scoppia sempre una rivolta che dimentica molto presto l’obiettivo iniziale ed esplode in saccheggi e devastazioni.

Se l’attuale crisi economica ha una colpa, è quella di avere spento per sempre le speranze che si erano accese nei primi anni di questo secolo, quando per la prima volta a Tottenham la disoccupazione era diminuita insieme al tasso di criminalità e i soldi pubblici cominciavano ad essere impiegati seriamente pensando al futuro. Ma da allora la situazione è peggiorata e tutti hanno capito che quella speranza non si realizzerà per molti anni a venire e che tutto sta tornando, è tornato, come prima.

Ancora il «Guardian», un giornale sempre attento al disagio sociale, notava come la Gran Bretagna sia il Paese occidentale con il più grande divario economico nella popolazione: il 10 per cento dei più ricchi è 100 volte più ricco dei più poveri, come chiunque può capire semplicemente viaggiando in autobus da South Kensington ai quartieri a Nord di Londra. Più le disuguaglianze in un Paese sono forti, più cresce la possibilità che il disagio sociale esploda. Gli eventi di Tottenham forse potranno fare riflettere chi, negli Stati Uniti come in Europa, sta decidendo quale modello sociale sarà il più adatto a sopravvivere alla crisi e a ricominciare.

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