Da Articolo 18 e voto il freno al governo

"La Stampa" del 3 aprile 2012

Marcello Sorgi ( 03 aprile 2012 )

"Nove giorni fa, al momento della partenza per l'Asia, Mario Monti sapeva di aver lasciato aperti due grossi problemi per il suo governo: la riforma del mercato del lavoro con lo scontro sull’articolo 18, e la legge anticorruzione bloccata in Parlamento, malgrado gli impegni presi nell’ultimo vertice di maggioranza...."

Da Articolo 18 e voto il freno al governo



Nove giorni fa, al momento della partenza per l'Asia, Mario Monti sapeva di aver lasciato aperti due grossi problemi per il suo governo: la riforma del mercato del lavoro con lo scontro sull’articolo 18, e la legge anticorruzione bloccata in Parlamento, malgrado gli impegni presi nell’ultimo vertice di maggioranza.

Ieri sera, al momento del ritorno, il premier di questioni da risolvere ne ha ritrovate quattro: alle due principali, infatti, si sono aggiunte quella degli «esodati», cioè dei lavoratori che avevano firmato accordi per lasciare il lavoro e andare in pensione, e a causa dei nuovi parametri introdotti dalla riforma Fornero rischiano di ritrovarsi senza lavoro e senza pensione; e il pasticcio Imu, la mancanza, ormai in un tempo limite per consentire di fare i calcoli, dell’adeguamento delle tabelle che i comuni dovevano completare nei primi mesi dell’anno per consentire ai contribuenti e ai loro consulenti di conteggiare i versamenti della nuova tassa, ma che solo quattrocento delle oltre ottomila amministrazioni locali hanno messo a punto finora.

Monti non può assolutamente consentirsi che sulla sua scrivania si accumulino i faldoni dei dossier irrisolti. La sensazione, ormai evidente, che l'azione del governo sia rallentata, per non dire bloccata, dalle difficoltà politiche dei tre partiti che lo sostengono e dalla campagna elettorale che accentua la competizione, ha già portato, in assenza del presidente del consiglio, a un rialzo degli spread oltre la soglia di rischio consentita. Un danno sostanziale, oltre che d'immagine, che si riflette sui risultati positivi della missione in Asia e richiede un intervento immediato.

In una ricognizione con i ministri interessati, e successivamente con i tre leader di maggioranza, Alfano, Bersani e Casini, Monti cercherà di far ripartire l'attività dell’esecutivo. Le difficoltà maggiori riguardano ancora l'articolo 18. Al di là di una disponibilità formale offerta da Bersani a un'intesa che porti a far passare la riforma almeno alla Camera entro maggio, il nodo resta quello del reintegro, attualmente non previsto dalla riforma, e che il leader del Pd vorrebbe reintrodurre, per i licenziamenti economici. Casini spinge per un'intesa. Anche Alfano ha fatto una piccola apertura, ma tenendo ferma la pregiudiziale contraria ad accogliere le pressioni della Cgil. Il compito non facile della mediazione e della sintesi resta affidato a Monti. Che vorrebbe provare a risolvere la questione entro sabato, prima di ripartire per Israele.


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