Pietra tombale sulla riforma della giustizia

"La Stampa" del 21 giugno 2012

Marcello Sorgi ( 21 giugno 2012 )

"Per quanto scontato, il “sì” del Senato all’arresto del tesoriere della Margherita Lusi rappresenta la pietra tombale su qualsiasi speranza di trovare un compromesso sulla giustizia..."

Pietra tombale sulla riforma della giustizia


Per quanto scontato, il “sì” del Senato all’arresto del tesoriere della Margherita Lusi rappresenta la pietra tombale su qualsiasi speranza di trovare un compromesso sulla giustizia. Anzi, in qualche modo, è la diretta conseguenza del voto di fiducia con cui la legge anticorruzione è passata alla Camera. Anche a costo di scontare una pattuglia di dissidenti, Gasparri ha spiegato che il centrodestra non aveva alcuna intenzione di entrare in una resa dei conti interna al centrosinistra e per questo non avrebbe partecipato al voto.

Malgrado le evidenti responsabilità di Lusi, confermate dal vaglio di sette diversi magistrati e in qualche modo riconosciute anche dall’interessato, che le ha ammesse proprio per cercare fino all’ultimo di evitare il carcere, la vicenda dell’uso improprio del finanziamento pubblico da parte della Margherita - è evidente non si chiude qui, e il processo potrebbe riservare sorprese.

Il clima e i toni adoperati nel dibattito di ieri - complessivamente mediocri, a tratti minacciosi -, però non consentiranno a breve di riprendere il confronto sulla giustizia, già in forti difficoltà dopo il voto della scorsa settimana alla Camera. I due maggiori partiti della maggioranza sono infatti attestati su una serie di pregiudiziali contrapposte che non consentono in alcun modo di andare avanti: alla Camera il Pdl insiste per approvare rapidamente il testo sulle intercettazioni che il centrosinistra, in gran parte, ma anche il Fli, qualificano come “legge bavaglio”, e se approvata secondo i desiderata berlusconiani si risolverebbe in una drastica limitazione del diritto di cronaca.

Al Senato il Pd non è disponibile a fare concessioni all’ammorbidimento del testo dell’anticorruzione chiesto dal Pdl, che insiste anche su una formulazione della responsabilità civile dei magistrati inaccettabile per il centrosinistra. In queste condizioni, più che cercare una mediazione, la ministra Severino, per portare a casa le sue riforme, dovrebbe fare un miracolo.


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