Bilancio, debutta a Varese la maggioranza pro-Monti

www.varesereport.it del 26 giugno 2012

Sconosciuto ( 26 giugno 2012 )

Chiuso il bilancio del Comune di varese in una unica serata...

Bilancio, debutta a Varese la maggioranza pro-Monti


Atmosfera tesa, ieri sera, nell’aula del Consiglio comunale di Varese, tra i banchi della maggioranza. Già programmate tre sere per l’approvazione del bilancio previsionale, in realtà tutto si è esaurito già nella seduta di ieri sera con l’approvazione del bilancio con 18 a favore e 11 contrari. Ma per arrivare al sospirato sì sul documento che stabilisce come e quanto il Comune spenderà, la maggioranza di centrodestra ha dovuto affrontare una salita faticosa e ricca di colpi di scena, dove si è spaccata la maggioranza Lega–Pdl, si è spaccato il Pdl, si sono spaccate le correnti interne del Pdl. Un clima surriscaldato, che neppure i numerosi ventilatori posti al centro dell’aula sono riusciti a raffreddare.

Un percorso ad ostacoli che è lo specchio di divisioni, rancori, vendette incrociate che ormai dominano nella coalizione targata Lega-Pdl. Tutto, ieri sera, è cominciato da un innocuo emendamento al bilancio presentato dal solerte capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli. Emendamento n. 46, per la precisione, che chiedeva di trasferire alle scuole materne 5000 euro. Sottratti? Sottratti all’assessore leghista Carlo Piatti che intendeva utilizzarli per telecamere adibite alla videosorveglianza. Al momento del voto, dopo che l’assessore al Bilancio, il piediellino laico Montalbetti, ha detto no, si verifica una scena che suscita sconcerto in aula: oltre al centrosinistra (assente Cordì in quel momento), votano a favore dell’emendamento gran parte dei consiglieri Pdl e contro il gruppo leghista. I formigoniani però si spaccano, dato che Chiodi, Crespi, Pramaggiore votano a favore dell’emendamento, mentre Galparoli vota contro. Dunque si fa luce una nuova maggioranza composta da Pdl, Pd ed Udc, la stessa che sostiene, a Roma, il governo Monti, con la Lega contro.

Caos in aula. Un assessore leghista, Piatti, è stato “impallinato” dai voti di una parte della sua stessa maggioranza, un voto che vede protagonisti i formigoniani, ma, ancora di più, l’area laica del Pdl, che vota compatta come il capogruppo Grassia, laico a sua volta, pare abbia dato indicazione di votare. Per di più vota insieme al Pd e all’Udc. Inizia l’intifada. Si vota infatti, subito dopo, l’ordine del giorno presentato da Galparoli, che chiede di istituire una Commissione per operare una spending review sulle uscite del Comune, su cui interviene il capogruppo del Carroccio, Moroni, per spiegare che, a questo punto, scatta la ritorsione e il gruppo leghista voterà contro. Ma qui la nuova maggioranza si palesa per la seconda volta: l’odg Galparoli passa per il voto congiunto di Pdl, Pd e Udc, 17 favorevoli e 11 contro, con la solita Lega all’opposizione (rafforzata anche dal no del sindaco Attilio Fontana). Ma, in compenso, anche il Sel Cordì sceglie di votare no.

Non è ancora finita: al voto l’ordine del giorno dell’ex An Cosentino che chiede, in polemica con chi sostiene il registro delle coppie di fatto, che si estenda il quoziente famigliare a tutti i servizi comunali. Anche questo non passa, con la maggioranza che si spacca, Pdl a favore e Lega contro, e con il Pd che si astiene, dato che il tema coppie di fatto resta un campo minato.

Guerra nella maggioranza, dunque, con Pdl e Lega che si spaccano, correnti pidielline in fibrillazione, una nuova maggioranza che debutta in aula, la stessa che a Roma sostiene il governo Monti. E tuttavia, come si diceva, il bilancio passa e attorno a mezzanotte si chiude la seduta. Naturalmente tutti commentano e si interrogano su ciò che è accaduto. C’è chi minimizza, c’è chi non nasconde il suo sconcerto, c’è infine chi, come Mirabelli, si frega le mani e sorride sornione.


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