E così siamo tornati all'età della pietra

"Famiglia Cristiana" dell'8 marzo 2009

Alberto Laggia ( 08 marzo 2009 )

"«Il chirurgo non c’è? Facciamo operare il farmacista», con una metafora presa a prestito dal mondo ospedaliero Franco Maccari, segretario generale del Coisp, uno dei sindacati di polizia, spiega la logica «aberrante e pericolosa» del recente decreto governativo che istituisce le ronde. «Il ragionamento del ministro Maroni è semplice: le forze di polizia non riescono a garantire la sicurezza? Portiamo i soldati nelle strade e le ronde a pattugliare i quartieri. Ma in questo modo si fa passare un messaggio gravissimo, e cioè che le forze dell’ordine sono incapaci di contrastare la criminalità, alimentando una erronea sensazione di insicurezza e, cosa ancor più grave, si dichiara l’abdicazione dello Stato alla gestione della stessa sicurezza, dimostrata anche dal mancato investimento finanziario e di personale a favore delle forze dell’ordine»."




SICUREZZA
LE ACCUSE AL DECRETO MARONI DEI SINDACATI DI POLIZIA

«E COSÌ SIAMO TORNATI ALL’ETÀ DELLA PIETRA»

Per i rappresentanti degli agenti con i dilettanti della sicurezza, si abdica alla gestione statale dell'ordine pubblico e si delegittimano le forze dell'ordine.


«Il chirurgo non c’è? Facciamo operare il farmacista», con una metafora presa a prestito dal mondo ospedaliero Franco Maccari, segretario generale del Coisp, uno dei sindacati di polizia, spiega la logica «aberrante e pericolosa» del recente decreto governativo che istituisce le ronde. «Il ragionamento del ministro Maroni è semplice: le forze di polizia non riescono a garantire la sicurezza? Portiamo i soldati nelle strade e le ronde a pattugliare i quartieri. Ma in questo modo si fa passare un messaggio gravissimo, e cioè che le forze dell’ordine sono incapaci di contrastare la criminalità, alimentando una erronea sensazione di insicurezza e, cosa ancor più grave, si dichiara l’abdicazione dello Stato alla gestione della stessa sicurezza, dimostrata anche dal mancato investimento finanziario e di personale a favore delle forze dell’ordine».

Va giù pesante Maccari, a pochi giorni dalle dichiarazioni polemiche del ministro che aveva accusato il sindacato di disconoscere il positivo giudizio sul "riconoscimento delle ronde" da parte di tanti poliziotti impiegati sul territorio. «Anche noi, come polizia, abbiamo sempre auspicato e invocato la partecipazione dei cittadini. Ma altra cosa è far balenare l’idea che basta una casacca per diventare un poliziotto. È da incoscienti. Una vigliaccata». La bocciatura del decreto sta già tutta nella lettera aperta inviata qualche giorno fa al presidente Napoletano, a firma congiunta dei sindacati di polizia che rappresentano il 90 per cento degli agenti di polizia: i sindacati chiedono apertamente il ripensamento su una «decisione sbagliata», definita «un punto di non ritorno nella gestione della sicurezza, le cui conseguenze non potranno che essere negative».

Ma le ronde autorizzate non dovrebbero bloccare quelle "fai da te", come sostiene il Governo? «Bugie», risponde Maccari. «Nasceranno tutte da iniziativa di gruppi politici o da privati con grossi interessi economici che si pagheranno la loro sicurezza. Cose, peraltro, già viste. Siamo al "protozoico" della tutela dell’ordine pubblico, con l’aggiunta che caricheremo il cittadino di una nuova ansia: l’angoscia di difendersi da sé». E mentre si autorizzano i cittadini a pattugliare i quartieri, denuncia ancora il segretario del Coisp, si lasciano le forze dell’ordine nell’incapacità d’intervenire, tagliando ancora i finanziamenti: «Un esempio? Una circolare del nostro ufficio tecnico-logistico ci invita a non mandare più a riparare gli automezzi, perché non c’è più un euro in cassa».

Nessun aumento di organico

Sui tagli finanziari e sul promesso aumento degli organici, rincara la dose Enzo Marco Letizia, segretario generale dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia (Asnp): «Altro che nuovi poliziotti. Se leggiamo il recente decreto in materia di sicurezza non c’è traccia di un ulteriore potenziamento dell’organico, poiché si riconferma solo quanto già previsto dall’articolo 61 della legge 133/2008 che dispone un finanziamento pari a 100 milioni di euro. Nel decreto si anticipa la ripartizione della somma di un mese, da fine aprile a fine marzo 2009: abbiamo cioè guadagnato 30 giorni, ma non un solo uomo in più per le forze di Polizia. Un trucco da imbonitori di fiera, come quello di certi politici che inaugurano più volte la stessa opera pubblica».

Sul via libera del Governo alle ronde, Letizia infine si chiede: «Come saranno finanziate? E da chi? Dovrà essere lo stesso cittadino a pagarsi la sicurezza? E chi formerà queste milizie?». Non ha dubbi invece sul fatto che queste organizzazioni potranno essere permeabili a infiltrazioni di esaltati o, peggio, di organizzazioni camorriste e mafiose. «Insomma, si gettano le basi per disordini e per la disarticolazione dell’unitarietà della sicurezza. È la rinuncia dello Stato alla gestione esclusiva e responsabile di una funzione essenziale, non cedibile: la funzione di polizia».



Alberto Laggia


«IL MIO MODELLO? I NONNI VIGILI»
Magari non gli piace troppo il termine "ronda", ma il concetto sì. E infatti sta pensando di organizzarle nel suo Comune. Il sindaco di Vicenza, Achille Variati (Pd) è uno dei primi cittadini che ha accolto con favore la nuova norma che autorizza le ronde. «Ma ad alcune, precise condizioni».

E quali?
«Anzitutto, che non si tratti di ronde di partito; che non vi sia alcun trasferimento di competenze sulla sicurezza; e che possibilmente, come dice il decreto, siano formate da ex-poliziotti e carabinieri o da altri appartenenti alle forze dell’ordine non più in servizio».

Lei aveva di recente lanciato un’idea simile per la sua città.
«Sì, l’esigenza di un presidio del territorio è reale e sto lavorando all’organizzazione di gruppi di volontari che aiutino i miei concittadini a riappropriarsi di tutti i luoghi della città. Per questo ho già iniziato a chiedere la collaborazione di ex-appartenenti alle forze dell’ordine che potrebbero mettere a disposizione le loro competenze. Non si scopre nulla di nuovo. Non è nata così la stessa Protezione civile?».

Che caratteristiche dovrebbero avere questi volontari?
«Dovrebbero assomigliare, per capirci, ai "nonni-vigili" che fanno sorveglianza davanti alle scuole elementari. Essere ben formati e soprattutto motivati. Niente teste calde, ma persone consapevoli di indossare una pettorina con il simbolo del Comune».

E invece dell’uso dei militari per la sorveglianza in città che ne pensa?
«Sono sempre stato del tutto contrario al loro uso in città».

A Vicenza sono sorte "ronde" di partito, o "fai da te"?
«Qualche tentativo carnevalesco della Lega, durato una notte».


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