E' stata la partita più bella

"Corriere della Sera" del 20 giugno 2012

Mario Sconcerti ( 29 giugno 2012 )

"È stata forse la più bella partita dell'Italia nel dopoguerra, la più completa, la più voluta, la più diversa, una bellezza nata dalla coscienza dei propri mezzi e dall'aver esattamente giocato come era stato pensato a tavolino. Tutti hanno dato di più, tutti gli azzurri sono nati in parte in questa notte di Varsavia, anche quelli che già erano grandi..."

E' stata la partita più bella

È stata forse la più bella partita dell'Italia nel dopoguerra, la più completa, la più voluta, la più diversa, una bellezza nata dalla coscienza dei propri mezzi e dall'aver esattamente giocato come era stato pensato a tavolino. Tutti hanno dato di più, tutti gli azzurri sono nati in parte in questa notte di Varsavia, anche quelli che già erano grandi. E mai la Germania nelle tante vittorie era stata dominata in modo così solare.

Nel '70 rimanemmo in area tutta la partita, la leggenda nacque solo nei supplementari. Quasi nello stesso modo è andata nel 2006. Solo nell'82 ci fu altrettanto poca partita, ma erano due squadre stremate con un Paolo Rossi in più. Stavolta c'è stato qualcosa di profondamente diverso. Per la prima volta abbiamo giocato come fossimo noi la Germania, abbiamo pensato calcio come fosse naturale puntare tutto sul talento dei centrocampisti e sulla diversità dei due attaccanti. È stata una partita mai casuale, l'Italia vi è cresciuta dentro con una regolarità quasi inesistente nel calcio.

Questa è stata la bravura di Prandelli, fin dall'estate di due anni fa quando intorno non c'erano che rovine: aver sempre preteso un gioco, come se non fosse una nazionale, ma una vera squadra di club. L'Italia straordinaria di Varsavia è figlia di quella prima idea originale, mettere tutta la squadra in mano ai pochi giocatori di classe che erano rimasti, i quattro registi (Pirlo-De Rossi-Motta-Montolivo) più il ragazzo emergente, Marchisio. Il resto della differenza stavolta l'ha trovata Balotelli, impressionante per la forza con cui ha tenuto impegnata tutta la difesa tedesca e per la precisione che ha aggiunto al momento del tiro.

Balotelli doveva molto alla squadra che lo ha retto in partita per quasi tutto il torneo malgrado i suoi molti vuoti. Ora è la squadra che deve molto a lui. Forse sono partite come questa che fanno dimenticare gli specchi che abbiamo dentro e fanno diventare fuoriclasse un ragazzo. Di sicuro stasera è nata definitivamente una stella. È stata importante anche la qualità di Cassano, il miglior solista del torneo. Ma è stata davvero l'Italia di tutti, presa per mano da Pirlo, scossa da De Rossi, incollata da Bonucci e Barzagli, rivitalizzata da Diamanti, una squadra che ha capito per prima di avere limiti e si è coperta con l'umiltà di tutti.

È stato sorprendente come sia sempre stata chiara l'esistenza di un filo conduttore, questa squadra è stata quasi guidata da dentro il campo, come se Prandelli fosse stato davvero sull'erba tra Pirlo e De Rossi. Tutto è sempre stato previsto, niente ha mai sorpreso. Ora perdere contro la Spagna sarebbe una seccatura immensa. Non lo meriteremmo. Loro giocano alla spagnola, noi stiamo inventando il nuovo calcio europeo. È il nostro tempo.


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