Perché piace tanto Montalbano

www.avvenire.it del 17 aprile 2013

Sconosciuto ( 17 aprile 2013 )

"Un previsto successo, quello del Montalbano di ritorno, in Il sorriso di Angelica, pronto a tradurre in narrazione visiva l'ennesima e incredibile storia di un ottuagenario inventivo e iperprolifico, Andrea Camilleri..."

Perché piace tanto Montalbano



Un previsto successo, quello del Montalbano di ritorno, in Il sorriso di Angelica, pronto a tradurre in narrazione visiva l'ennesima e incredibile storia di un ottuagenario inventivo e iperprolifico, Andrea Camilleri. Un'audience, su Rai1, di 9.630.000 spettatori, share 34,19%, in una serata ricca peraltro di notizie e tensioni, lunedì sera. «Perché?» ci si domanda. E le motivazioni di tale seguito possono esser proposte sotto due aspetti. Quello che spinge lo spettatore a non "scanalare", anche se ha scorto notizie tragiche su altre reti: cioè l'affezione per il personaggio, che ha conquistato dal 1999 un pubblico trasversale. E poi la rassicurante continuità della situazione e dei personaggi, fedeltà a uomini e cose, abitudini e luoghi che sono, per ognuno, elementi della sicurezza del vivere. Il che crea la familiarità in cui ci si avvoltola come in una confortevole coperta: "si sa" con chi si ha a che fare, non ci sono tradimenti. E infine c'è l'apprezzamento, che fa sentire allo spettatore di aver guadagnato e non perso il suo tempo. Ma ci sono altri dati, a confortare e garantire il successo: la qualità della realizzazione, dalla regia di Alberto Sironi, padrino solerte, ai luoghi di rassicurante fascino; dalla personalità imponente e anche scabrosa (non è sempre un difetto) del protagonista, alla malìa della interprete seduttiva, Margaret Madè, a gara con la (rinnovata) fidanzata ufficiale del commissario, simbolo di paziente fedeltà. E su tutto domina, con mussoliniane nuotate a bracciate vigorose nel mar di Vigata, lo Zingaretti italico, scorbutico e catturante, non tanto sicuro di sé ma di quanto fanno con lui i collaboratori, secondo un lodevole gioco di squadra, e c'è appunto il collaudato team dei caratteristi, ognuno protagonista a modo suo, con varie intonazioni di stile. E c'è, insomma, un'Italia sommessa ma forte di carattere, con le sue tradizioni, case, cibi e modi che del piccolo mondo provincale fanno ritratto: «e il ritrovarsi è dolce» in ciò che siamo.


Materiale: