Un post nel Pd

"La Prealpina" del 13 maggio 2013

Gianfranco Giuliani ( 13 maggio 2013 )

Editoriale di Giuliani dedicato all'Assemblea del PD...

Un post nel Pd

Restituire "un’identità chiara e duratura al progetto del Pd" e guidare il partito "a un congresso trasparente, con garanzia per la pluralità di tutte le voci". Nella prima domenica della sua seconda vita da segretario, Guglielmo Epifani consegna ai social network riflessioni destinate agli elettori, ai militanti e alla classe dirigente del Partito democratico.
Messaggi in bottiglia che l’ex leader della Cgil ha "postato" su Facebook nella quiete della sua abitazione romana, in un elegante palazzo nel quartiere Parioli, e che le correnti hanno trascinato sulle onde di un mare ancora in tempesta. La traversata del "traghettatore" non sarà agevole, anche perchè la sua rotta incrocerà quella del Governo capitanato da Enrico Letta con un equipaggio ad alto potenziale di ammutinamento.
Nessuno nega il rischio di un naufragio prima di raggiungere il porto. E si racconta che qualcuno sia già pronto a calare le scialuppe e ad abbandonare la nave. Maldicenze, forse. Ma la tensione, soprattutto in periferia, resta altissima.
A Varese, ad esempio il segretario provinciale Fabrizio Taricco non ha condiviso l’epilogo dell'Assemblea nazionale e non ne fa mistero: "Nulla di personale, ma se avessi potuto esprimere la mia opinione avrei chiesto la convocazione del congresso prima dell’estate, per rilanciare da subito il partito attraverso un dibattito esteso a tutti i militanti".
Invece le assise non si terranno prima di ottobre: "Cinque mesi sono tanti, troppi. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo".
L’85 per cento dei consensi consegnati in dote al nuovo segretario dal "parlamentino" dei democratici alla nuova Fiera di Roma non rappresenta una garanzia neppure per Giuseppe Adamoli, che al momento del voto ha scelto l’astensione: "Sabato 11 maggio - spiega - tutti hanno invocato una maggiore armonia interna, ma solo da un confronto tra identità politiche ben definite può nascere una vera unità".
Adamoli, vicino alle posizioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi, teme che l’elezione di Epifani possa nascondere "l’ennesimo compromesso esclusivamente di potere: l’ex segretario della Cgil al partito per bilanciare Enrico Letta al Governo. Sarebbe un errore - spiega - in continuità con una storia totalmente consunta".
L’ex consigliere regionale riconosce a Bersani l’onore delle armi: "Le sue dimissioni sono segno di onestà intellettuale e di senso di responsabilità, sono umanamente dolorose ma politicamente ineccepibili" e intanto avverte: "Non può però essere un gesto isolato. Altri dovrebbero uscire di scena dal vertice del partito dove stanno da troppo tempo".
Una posizione condivisa dal drappello renziano che ha riformulato gli equilibri interni nel Pd varesino: dal capogruppo in Regione Lombardia Alessandro Alfieri, all’ex candidato sindaco Luisa Oprandi, dal neodeputato Angelo Senaldi a Luca Radice. Tutti convinti che l’avvento di Guglielmo Epifani costituisca oggi un passaggio "necessario". Dopo il congresso di ottobre, tuttavia, "nulla potrà essere come prima". E poco importa se Fabrizio Taricco ha già fatto sapere che una sua ricandidatura alla poltrona di via Monte Rosa "non è e non sarà all’ordine del giorno". Il problema non è la persona, ma l’identità politica, i rapporti di forza "e ancor prima - correggono i renziani - i contenuti della proposta del Pd". L’impressione è che la maggioranza bersaniana, che alle primarie ha inviato a Roma i deputati Daniele Marantelli e Maria Chiara Gadda e la senatrice Erica D’Adda, sia oggi sotto assedio.
La componente interna che fa riferimento a Pippo Civati si sta infatti organizzando attorno al coordinatore cittadino di Solbiate Olona Stefano Catone e all’associazione "Prossima fermata Varese". E anche gli ex popolari fedelissimi di Dario Franceschini faticano a dissimulare un crescente disagio: "Il congresso nazionale e quello regionale - commenta Roberto Molinari, segretario cittadino a Varese - saranno la premessa per l’avvio di una nuova fase della vita del partito anche in provincia".
Con quali regole e con quali prospettive? Nessuna risposta.
Fino a nuovo post da Roma.

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