Intervento in cc in occasione della sessione di bilancio 2013

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Luca Conte ( 23 luglio 2013 )

Intervento del vicecapogruppo del PD Luca Conte in occasione della sessione di bilancio 2013

INTERVENTO BILANCIO PREVENTIVO 2013


Nella discussione del bilancio preventivo di un ente locale a fine luglio sembra di poter scorgere il sintomo, o forse sarebbe più corretto dire l'effetto, di una politica e di una amministrazione che abbia perso il contatto con la realtà e con la concretezza. E non voglio ora riferirmi al Sindaco Fontana, a questa Giunta o alla maggioranza che la sostiene e che spesso abbiamo contestato, bensì ad una politica nazionale che oltre ai pesanti tagli di risorse scaricati sul territorio e ben noti a tutti, ha dimostrato costantemente, in questi anni, di non conoscere le realtà locali o, quanto meno, di sottovalutare i danni causati da un preoccupante pressapochismo, da modifiche legislative affrettate, incomplete o semplicemente dilettantesche.
Quali sono infatti i margini di manovra lasciati a questa Amministrazione? Quali le possibilità di agire nella gestione di un bilancio teoricamente già impegnato per 7 dodicesimi? Proprio in una fase in cui, tra l'altro, un'amministrazione sarebbe invece chiamata a rivedere a fondo le politiche di bilancio, senza doversi limitare a scostamenti da un quadro in realtà rigido e immutabile.
A fronte delle difficoltà sull'impostazione delle uscite dovute al ritardo nell'approvazione del bilancio, non fa da contraltare neppure una maggiore certezza nella determinazione delle entrate, ancora una volta per via del caos normativo cui i comuni sono passivamente soggetti.
Permangono infatti dubbi ed incertezze sul gettito Imu, sulla quantificazione del Fondo di solidarietà comunale, sull'ammontare dei tagli diversi dovuti alla cosiddetta Spending review, mentre si profila all'orizzonte una riforma generale della fiscalità locale atta a riordinare il sistema. Il quadro su cui si basa questo bilancio è quindi gioco forza sfumato, insicuro, dai confini incerti. Viene da chiedersi, allora, se non fosse opportuno predisporre e portare in discussione il preventivo di questo esercizio molto prima, salvo apportare in itinere le variazioni necessarie, o viceversa attendere settembre, potendo contare su entrate certe anche a seguito della citata riforma fiscale, ma riducendo ulteriormente i margini di manovra e congelando le possibilità di investimento.

Superando questa premessa necessaria scenderei ora a discorrere del documento che questa sera l'Amministrazione ci propone. Riconosciamo ovviamente le difficoltà entro cui essa si è dovuta muovere, alcune delle quali citate poc'anzi, altre, come il capestro del patto di stabilità, non ricordate, ma che potrebbero esse soltanto riempire il tempo a mia disposizione.
Eppure, tra le tante asperità del percorso, non mancano per noi motivi di forte perplessità sulla meta raggiunta. Riaffermiamo anche quest'anno la nostra contrarietà ad un bilancio impostato su una struttura di entrate tributarie mai condivisa per l'iniquità della determinazione delle aliquote Imu e dell'addizionale Irpef. Restiamo perplessi su una posta, quella delle alienazioni patrimoniali, che contro ogni plausibile previsione si presume quasi 4 volte superiore a quella dello scorso esercizio. Basterebbe quest'ultima evidenza a porre sotto una luce critica un bilancio formalmente corretto, ma nella realtà caratterizzato da spese di investimento aleatorie e fumose.
A ciò si aggiunga che quel poco di entrate sul titolo IV che si vedranno realizzate saranno troppo spesso destinate a finanziare investimenti discutibili se non dannosi per la città, quali noi abbiamo ritenuto tempo addietro il parcheggio di Villa Augusta ed in questo esercizio interpretiamo il parcheggio alla prima cappella del Sacro Monte.

Altre criticità o scelte poco condivisibili riscontriamo sul fronte delle uscite, sia per quanto concerne i servizi a domanda individuale, sia per le spese correnti, sia per le uscite in conto capitale. Come non dolersi infatti del taglio al servizio civile o dei centri estivi comunali cui prendevano parte oltre duecento ragazzi e che ora spariranno almeno nella forma in cui li abbiamo conosciuti? Come poter appoggiare l'azzeramento del capitolo relativo alla realizzazione di nuove piste ciclabili o i tanti tagli cui i servizi sociali saranno sottoposti? Come avallare l'avviluppato intreccio di decine di milioni di euro delle partite creditorie e debitorie tra Comune di Varese, Aspem Reti ed Aspem S.p.a?

Non è mia intenzione qui elencare una ad una le tante motivazioni, solo accennate, che porteranno il nostro gruppo a votare contro.

Voglio invece sottolineare, affinché non paia il nostro voto meramente pregiudiziale, alcune scelte positive compiute in questo bilancio, quali l'aver finalmente costituito nel pieno delle sue funzioni il controllo di gestione interno o l'aver stanziato fondi per interventi di risparmio energetico sia attraverso nuovi impianti fotovoltaici, sia tramite la sostituzione degli impianti semaforici della città. Altrettanto positiva la scelta di non utilizzare i proventi da oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. Se tale scelta appare dettata dalla necessità di preservare una sorta di riserva da impiegarsi in caso di scostamenti in entrata dovuti a nuove misure in sede governativa, è pur vero che ci siamo sempre detti favorevoli a questa impostazione, per fornire maggiore coerenza nello sviluppo della città e sostenibilità della spesa del Titolo I. Se ciò è stato possibile quest'anno sull'onda della necessità, auspichiamo possa diventare prassi al di là dell'annuale concessione di proroghe nell'utilizzo degli oneri per finanziare la spesa corrente.

Egualmente voglio evidenziare come, allorché vi sia stata la reale volontà di collaborare, il Partito democratico non abbia mai fatto mancare il suo contributo. Plaudiamo alle scelte che hanno condotto all'istituzione delle commissioni Tia e di quella per la revisione della spesa, all'ascolto che l'assessore Montalbetti ha dato alle proposte uscite da codeste commissioni e ringraziamo il supporto sempre valido fornito da uffici e dirigenti.
Speriamo pertanto che in futuro tale modus operandi sia sempre più favorito per addivenire a scelte il più largamente possibile condivise e fin da ora promettiamo il nostro impegno.

Tale collaborazione, tuttavia, mancherà sempre e si tramuterà anzi in opposizione netta se ci troveremo nuovamente di fronte, come purtroppo è accaduto nelle ultime settimane, ad una maggioranza litigiosa, presa da personalismi e scontri tra fazioni, ad un'immobilismo dei veti incrociati a spese della sola città.
Non siamo disposti ad assistere oltre a contraddizioni quali presidenti di commissione che contestano pesantemente l'operato dell'assessore seduto accanto e dell'amministrazione rea, “di non essere la migliore amministrazione” per questa città, giungendo sino a minacciare il voto contrario al bilancio preventivo senza, temo, portare a fondo tali scelte.
Allo stesso modo non possiamo non stigmatizzare chi definisce le proposte dell'opposizione “piccolo cabotaggio”, solo per poterle riformulare identiche qualche settimana dopo quali pregnanti e ponderate proposte politiche utili solo a guadagnare una foto sulla stampa locale.
La maggioranza, infine, anche alla luce dei tanti scontri interni, verifichi la propria capacità e compatta volontà di guidare efficacemente e coerentemente la città e scelga la strada: se collaborazione deve essere non mancherà mai il nostro contributo concreto, se demagogia e immobilismo rivolgetevi altrove. Il Partito democratico non vi si presterà.

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