Due modi diversi di dire "Democrazia"

"Famiglia Cristiana" n. 18 del 3 maggio 2009

Beppe Del Colle ( 03 maggio 2009 )

"Il confronto virtuale fra Silvio Berlusconi con Giorgio Napolitano è sintomatico di una situazione che avrà conseguenze non indifferenti nel futuro del Paese, e del suo sistema democratico...."



IL CONFRONTO TRA IL CAPO DELLO STATO E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

DUE MODI DIVERSI DI DIRE "DEMOCRAZIA"

Il confronto virtuale fra Silvio Berlusconi con Giorgio Napolitano è sintomatico di una situazione che avrà conseguenze non indifferenti nel futuro del Paese, e del suo sistema democratico.

La scorsa settimana ha fatto registrare nella politica italiana l’esempio più netto della contrapposizione in corso in questo Paese fra due sistemi di democrazia. Il presidente della Repubblica Napolitano aveva appena finito di dire, nella lectio magistralis tenuta a Torino in occasione della "Biennale democrazia", che non è lecito «sacrificare sull’altare della governabilità, in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive» la divisione dei poteri sanciti dalla Costituzione, la quale non è un «residuato bellico» e resta indispensabile al buon funzionamento della democrazia tenendola al riparo da «soluzioni autoritarie».

Ventiquattro ore dopo, il presidente del Consiglio Berlusconi annunciava ai suoi stessi sorpresissimi ministri la novità da lui decisa senza discuterne in nessuna sede istituzionale, con un po’ di «visionaria follia», come egli stesso ha detto: lo spostamento del G8 del prossimo luglio dall’isola della Maddalena all’Aquila, in pieno recupero di normalità dopo il terremoto.

Non entriamo qui nel merito della decisione, augurando che tutto si svolga con un ottimo risultato per il prestigio internazionale dell’Italia, ma sia consentito osservare come il confronto virtuale fra Napolitano e Berlusconi è sintomatico di una situazione che avrà conseguenze non indifferenti nel futuro del Paese, e del suo sistema democratico. Si tratta di stabilire se converrà adeguarsi al modo di governare berlusconiano – il "fare" al posto del "parlare" – o conservare quello che è tipico della Carta costituzionale: «La garanzia dei diritti di libertà (in primis di pensiero e di stampa), la divisione dei poteri, la pluralità dei partiti, la tutela delle minoranze politiche, la rappresentatività del Parlamento, l’indipendenza della magistratura e il principio di legalità», per dirla con le parole di Napolitano.

Si dà il fatto che Berlusconi governa già oggi con la più ampia e solida maggioranza del dopoguerra, e che la recentissima realizzazione del Popolo della libertà come somma e integrazione dei due maggiori partiti della stessa maggioranza, Forza Italia e Alleanza nazionale, costituisce un ottimo trampolino di lancio, oltretutto in un momento in cui il presidente del Consiglio gode di un consenso e una popolarità che non hanno mai accompagnato nessun altro primo ministro.

Il 21 giugno si svolgerà il referendum abrogativo di due misure della legge elettorale: il premio di maggioranza al 55 per cento per la coalizione che prende più voti sia alla Camera che al Senato e le candidature in più collegi.

La Lega ha ottenuto che il referendum si svolga almeno parzialmente in una data diversa dall’election day del 6-7 giugno, con le europee e le amministrative, allo scopo di non fargli raggiungere il quorum. Facciamo l’ipotesi che gli elettori vadano comunque il 21 giugno al seggio referendario anche nelle circoscrizioni in cui non esistano i ballottaggi per sindaci e presidenti di provincia, e dunque si superi il quorum: sia che vinca il "sì" all’abrogazione di quei due articoli della legge elettorale, sia che prevalga il "no", vincerebbe comunque solo Berlusconi, come leader della coalizione di Centrodestra (cioè Pdl più Lega Nord) o come capo indiscusso del solo Pdl alle prossime elezioni politiche (fermo restando il premio di maggioranza per il partito più votato). In grado, a quel punto, di non dover temere nessuno scherzo della Lega per tutta la legislatura.

Bel risultato, per i promotori del referendum...




Materiale: