L'assurdo limite ai bravi sindaci

"Corriere della Sera" del 4 maggio 2009

Ernesto Galli Della Loggia ( 04 maggio 2009 )

"Il carattere nazionale delle elezioni europee sta oscurando la consultazione amministrativa, frantumata sì in circa quattromila consultazioni locali ma, dal punto di vista del potere, senz’altro più importante dell’altra. Si eleggeranno dunque un gran numero di sindaci: il che vuol dire che ancora una volta si manifesterà in tutta la sua portata un aspetto quanto mai pernicioso dell’attuale legge elettorale, e cioè l’ineleggibilità dei sindaci con più di due mandati alle spalle. È questa una norma che ci portiamo appresso dalla stagione di «Mani pulite», dall’ondata di antipolitica e di cieca avversione al cosiddetto professionismo politico che allora sommerse il Paese...."


IL DIVIETO DI UN TERZO MANDATO

L'assurdo limite ai bravi sindaci


Il carattere nazionale delle elezioni europee sta oscurando la consultazione amministrativa, frantumata sì in circa quattromila consultazioni locali ma, dal punto di vista del potere, senz’altro più importante dell’altra. Si eleggeranno dunque un gran numero di sindaci: il che vuol dire che ancora una volta si manifesterà in tutta la sua portata un aspetto quanto mai pernicioso dell’attuale legge elettorale, e cioè l’ineleggibilità dei sindaci con più di due mandati alle spalle. È questa una norma che ci portiamo appresso dalla stagione di «Mani pulite», dall’ondata di antipolitica e di cieca avversione al cosiddetto professionismo politico che allora sommerse il Paese.

Eppure non dovrebbe essere troppo difficile capire che nel professionismo politico in quanto tale non c’è nulla di male: il male sta semmai nel cattivo professionismo. Il Senato degli Stati Uniti, tanto per fare un esempio, è pieno di membri eletti ininterrottamente da trenta, quarant’anni; eppure esso è certamente l’assemblea più autorevole e prestigiosa del mondo. Noi italiani, invece, abbiamo deciso che, anche se siamo riusciti a trovare un bravo sindaco per la nostra città, onesto ed efficiente, dopo due mandati dobbiamo per forza licenziarlo.

Si può immaginare qualcosa di più stupido che rinunciare all’operato di chi si è rivelato capace di servire ottimamente la collettività, solo per rendere omaggio ad un principio per giunta sbagliato? Se proprio si vuole impedire una troppo facile permanenza al potere da parte di chi già lo occupa da tempo, perché non ricorrere ad altri mezzi, come ad esempio stabilire che per essere eletti dopo due mandati è richiesta la maggioranza assoluta dei votanti al primo turno o che al ballottaggio si superi il 60-65 per cento dei voti?

Che la regola dell’ineleggibilità sia sbagliata, è dimostrato dal fatto che nessuno ha mai pensato di applicarla dove, se quella norma fosse sensata e fondata, dovrebbe, allora, essere applicata per primo, e cioè alla carica di parlamentare (ciò che, tra parentesi, in nessuna parte del mondo, che io sappia, ci si è mai sognati di fare). Perché mai, infatti, il cosiddetto professionismo politico, se è quel male che si dice, è da combattere nelle amministrazioni locali ma non nel cuore della politica medesima, cioè nel parlamento?

C’è di più. In realtà, la regola dell’ineleggibilità è controproducente: lungi dal combattere il male che dice di voler estirpare essa semmai lo favorisce, rinfocolando proprio il carrierismo politico. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, l’uomo pubblico che arriva al suo secondo mandato come sindaco, e sa che non potrà essere rieletto, piuttosto che ritirarsi tranquillamente nell’ombra cercherà di assicurarsi in tutti i modi qualche nuovo e diverso incarico, utilizzerà la sua carica ormai in scadenza per procurarsi le amicizie opportune, per ingraziarsi i poteri e gli uomini che gli servono, piegando a questo scopo l’operato dell’ultimo periodo della sua amministrazione: con quale giovamento per i suoi amministrati è facile immaginare. Può non piacere ma gli esseri umani, quelli reali, sono fatti così: solo noi italiani, chissà perché, preferiamo invece far finta qualche volta che essi possano essere angeli.

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