Tensioni Lega-Premier ma l'opposizione è peggio

"Famiglia Cristiana" n. 19 del 10 maggio 2009

Beppe Del Colle ( 10 maggio 2009 )

Editoriale di Del Colle sul numero di questa settimana di Famiglia Cristiana

CAMPAGNA ELETTORALE CARATTERIZZATA DA SCONTRI INTERNI
AI POLI

TENSIONI LEGA-PREMIER MA L’OPPOSIZIONE È PEGGIO

La Lega boicotta il referendum del 21 giugno per l'abrogazione della legge elettorale, mentre Berlusconi ha detto che voterà sì.

La stagione politica che stiamo vivendo in Italia è legata alle elezioni europee e amministrative del 6-7 giugno, e quindi dovrebbe essere caratterizzata dallo scontro tradizionale maggioranza-opposizione.

E invece lo scontro, sia pure sottotono, esiste dentro la maggioranza, cioè fra il neonato Popolo della libertà e la Lega Nord. Per tre motivi: perché l’opposizione è, a sua volta, ben più clamorosamente divisa fra Partito democratico, Italia dei valori, Cdu, sinistra estrema, e quindi non parla con una sola voce; perché è tale il consenso mediatico e sondaggistico per il presidente Berlusconi, protagonista di una stagione politica da lui indirizzata verso un profondo cambiamento costituzionale, che gli argomenti dei suoi avversari non sono in grado di incidere su un’opinione pubblica che il cambiamento lo vede da anni, nella sostanza prima che nella forma; e perché la Lega boicotta il referendum del 21 giugno per l’abrogazione della legge elettorale, mentre Berlusconi ha detto che voterà sì.
La Lega è apparsa sulla scena nazionale vent’anni fa e, crescendo di elezione in elezione, ha avuto sempre lo sguardo fisso su un obiettivo, il federalismo (appena raggiunto in campo fiscale). A questo scopo si è sottratta fin dall’inizio alle antiche contrapposizioni sociali: alle politiche dello scorso anno molti operai hanno votato per la Lega, anziché per i partiti di sinistra.

Le circostanze l’aiutano: l’immigrazione di questi ultimi anni e la sua notevole clandestinità, unita all’ingresso della Romania nell’Ue e connessa con il crescente senso di insicurezza e di paura, hanno dato spazio alla sua presenza politica soprattutto nei ceti più popolari, nei grandi come nei piccoli centri, tanto da farla diventare il partito di maggioranza relativa in alcune aree del Nord fino a una generazione fa considerate "bianche".

Il che ha aperto un problema per il mondo cattolico, in cui gruppi, organizzazioni sociali e di volontariato soffrono di una diaspora dolorosa da princìpi etici osservati da duemila anni: l’accoglienza, l’integrazione, il rispetto dell’altro, la fraternità con persone che emigrano dai Paesi d’origine pieni di miseria e di violenza, in forme e con mezzi spesso drammatici e si vedono sottoposte, una volta fra noi, a leggi e provvedimenti di cui non è facile negare la crescente xenofobia.

Tipico il tentativo di togliere il divieto di denunciare alle autorità di polizia i pazienti clandestini da parte dei medici, a cui si sono dichiarati contrari un centinaio di parlamentari di maggioranza.

In questa settimana si decide a livello di Governo e di Parlamento, su iniziativa del ministro dell’Interno Roberto Maroni, il ripristino di norme cancellate dalle Camere, come l’istituzione delle ronde e i lunghi tempi di costrizione dei clandestini nei Centri di individuazione e di espulsione, di cui Lampedusa è l’esempio più desolante.

Altre misure proposte dalla Lega, come quella che esclude per tre anni dalle gare per i pubblici appalti gli imprenditori che non denunciano i tentativi di estorsione da parte delle mafie, ma è stata boicottata dalla stessa maggioranza, sono più ragionevoli, e ricevono il consenso dei movimenti antimafia.

E anche il nostro consenso, signor ministro Maroni.



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