Riforma della scuola, serve più coraggio

"Avvenire" del 26 giugno 2015

Enrico Lenzi ( 26 giugno 2015 )

"Non sarebbe giusto dire che alla fine la "montagna" ha partorito il classico "topolino"..."

Le questioni di merito

Riforma della scuola, serve più coraggio



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Non sarebbe giusto dire che alla fine la "montagna" ha partorito il classico "topolino". Ma certamente si poteva avere più coraggio. Da parte di tutti: governo e protagonisti del mondo della scuola. Detto questo, il testo che il Senato sta varando qualche novità la presenta, anche se non siamo davanti a una riforma strutturale del percorso formativo, bensì – infine, e checché se ne dica – al potenziamento e allo sviluppo di alcuni elementi positivi già presenti.

Cominciamo dall’autonomia, che nella scuola c’è dal 1997. Questo testo – pur tra mille travagli – va nella strada di potenziarla e renderla più consistente. Alcuni passaggi segnano un cambiamento di atteggiamento dentro la scuola. Si pensi all’obbligo per ogni singolo istituto di stilare il proprio Piano triennale dell’offerta formativa. Ecco l’occasione per riflettere sull’andamento della propria scuola, sui problemi che vi sono e i punti di forza. Una fotografia – che anche il percorso di autovalutazione recentemente promosso dal Ministero dell’Istruzione con l’Invalsi intende sostenere – utile per elaborare un piano di lavoro, mettendo nero su bianco progetti e strumenti necessari per attuarli, a partire dal ruolo del personale docente. Un Piano elaborato insieme da dirigente e insegnanti.

E qui troviamo un altro aspetto che il testo sembra favorire: la collegialità e l’impegno di tutte le parti in causa, a partire da chi nella scuola lavora e opera, ma senza escludere genitori e studenti. Con un neo, neppure molto piccolo: la mancata introduzione della frase «con il consenso informato dei genitori».

Frase da inserire là dove si dice che il Piano triennale deve assicurare «l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni». Davvero un peccato non aver aggiunto, a scanso di equivoci e forature, quella frasetta nello stilare il maxiemendamento. Bisogna contare sull’impegno assunto dal ministro Giannini di garantirlo nei fatti. Altre novità interessanti che, se ben governate, possono rappresentare un vantaggio nella formazione dei nostri giovani: il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, degli stage, della formazione permanente e obbligatoria dei docenti, l’accesso in cattedra solo per concorso.

Il passaggio al Senato e l’oggettiva mancanza di tempo per garantire l’assunzione dei 100mila docenti entro il prossimo settembre, hanno però comportato il rinvio di altri elementi forti della legge, a iniziare dall’organico funzionale (o dell’autonomia). Qui si gioca parte della sfida per una scuola protagonista, con un organico non più limitato solo alle cattedre disponibili, ma funzionale al piano dell’offerta formativa, con progetti mirati e specifici. Se ne riparlerà a settembre 2016, quando anche i 100mila neo assunti di quest’anno riceveranno – dopo 12 mesi – la loro collocazione definitiva in base alle nuove regole.

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