Varese, Galimberti candidato primarie Pd:

www.varesereport.it del 30 luglio 2015

Sconosciuto ( 31 luglio 2015 )

Perchè no?

Varese, Galimberti candidato primarie Pd: “Voglio una città più amica di imprese e lavoro”


Avanti il secondo. Questa mattina, presso il Bar Zamberletti, Davide Galimberti ha presentato la sua candidatura alle primarie del Pd (o del centrosinistra). Così, dopo Dino De Simone, che aveva annunciato la sua candidatura agli inizi di giugno, ora è la volta dell’avvocato amministrativista, tessera Pd, 39 anni, laureato in giurisprudenza, docente all’Insubria, sposato, con due figli. Prima di tornare a Galimberti è bene sottolineare che non è ancora chiaro di quali primarie si stia parlando. Non è stato ancora annunciato, infatti, se ci saranno primarie di partito o di coalizione, chiuse o aperte, non sono stati presentati i regolamenti delle due primarie, non è stata ancora fissata una data precisa per la consultazione popolare (si parla di novembre).

Viene da pensare che quello delle primarie resti ancora un tema ostico, che non cammina su una strada in discesa, su cui nel Pd non c’è un parere unanime, soprattutto perchè scegliere le primarie di coalizione implica anche scoprire da subito le carte sulle alleanze. Ma su questo – pare di capire – il cantiere è ancora aperto e non è detta l’ultima parola.

Ma torniamo a Davide Galimberti, che si è presentato davanti ai rappresentanti dei media affiancato da Luca Ferrari, coordinatore dei comitati che sostengono la candidatura di Galimberti, e Mario Petitto, addetto stampa. “Non entrerò nelle polemiche quotidiane, né risponderò a domande relative agli altri candidati – esordisce Galimberti -. Non parlerò del passato, della Lega, di chi per 25 anni è stato al governo: il degrado della città è sotto gli occhi di tutti”. “Voglio mantenere un profilo amministrativo serio, concreto, percepibile dai cittadini – continua Galimberti -. I varesini sono stufi, vogliono un cambiamento in città, soprattutto vogliono vedere fare qualcosa di concreto”.

Galimberti ha lanciato le parole-chiave della sua campagna elettorale per le primarie: fare, risparmio di spesa, innovazione. Ma se deve scegliere il tema che più gli sta a cuore è quello delle imprese e del lavoro. “E’ necessario innanzitutto fare tornare le imprese in città. L’11% dei varesini e dei varesotti tende a spostarsi in altre città e in altri Paesi, una tendenza che voglio invertire: non possiamo restare solo una città in cui si vive bene, ma che perde imprese e lavoro”. E che fare a tale proposito? “Varese deve essere una città più amica delle imprese, un obiettivo che il Comune può raggiungere con la riduzione degli oneri di urbanizzazione e con la riduzione delle imposte locali a favore delle nuove attività che decollano sul territorio”.

Altro punto trattato da Galimberti, quello dei servizi, che con tagli e spending review diventano sempre più problematici. “O i varesini sono disponibili ad avere meno servizi oppure il Comune fa un patto con la città, si fa aiutare dai cittadini e così può mantenere i servizi”, In particolare Galimberti esemplifica con l’ambito educativo: “Occorre mettere insieme le associazioni dei genitori. l’amministrazione locale e i vari plessi scolastici per una gestione diretta da parte delle associazioni, che renda più efficiente il servizio riducendo le spese a carico del Comune”. Altrimenti? “Altrimenti tra qualche anno la riduzione dei servizi sarà inevitabile”.

Nonostante la sua volontà di non entrare in polemiche, non lesina critiche all’attuale amministrazione comunale, il candidato alle primarie: “Ci sono state altre amministrazioni che hanno fatto molto di più che Varese: noi abbiamo venduto azioni A2A proprio mentre scadevano i bandi per la ristrutturazione delle scuole. Il massimale era di 5 milioni di euro, ma il Comune ha presentato progetti solo per 700 mila euro”. E poi occorre ascoltare la città: “Questa amministrazione non l’ascolta: se sarò eletto sindaco, sono disponibile a cambiare idea se mi si convincerà che sto sbagliando”.

Galimberti presenta poi la sua candidatura come “espressione del Pd, ma che si rivolge al mondo civico, guarda alla società civile”. “Immagino ci siano primarie di coalizione – rimarca Galimberti -: ecco, voglio portare alle primarie tanti cittadini che votavano dall’altra parte”.

Infine, una conferma: “Se divento sindaco, la prima decisione sarà quella di presentare una variante generale al nuovo Pgt”.



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