Volantino di Comunione e Liberazione: «La politica è un bene»

"Avvenire" del 4 maggio 2016

Comunione e Liberazione ( 06 maggio 2016 )

Nota del movimento di C.L.

Verso le elezioni amministrative di giugno

Volantino di Comunione e Liberazione: «La politica è un bene»



Il 5 giugno si voterà per le elezioni amministrative in oltre 1.300 comuni. Un appuntamento importante, che già surriscalda il dibattito politico. Ma la politica non può essere vista e pensata come scontro tra fazioni. Un partito contro gli altri armato, lotta per il potere tra clan. Al centro c'è la persona e il suo vivere sociale. Quindi la famiglia, la comunità, il comune, la patria (nel senso più pieno del termine, che nulla ha a che vedere con nazionalismo chiuso che esclude). Chi vince le elezioni, comune per comune, deve pensare quindi al bene comune. Per questo anche stavolta i cattolici si interrogano sul senso del voto. Su cosa significhi essere cristiani e cittadini.

Lo fa anche Comunione e Liberazione. Il movimento è consapevole di quanto sia importante non chiudersi nel proprio orticello. E che la politica rappresenti una tensione al bene. Disprezzarla può farci precipitare nel nichilismo. Per questo Cl propone a tutti una riflessione sotto forma di un "volantino" dal titolo esplicito: "La politica è un bene". Leggilo: clicca qui

Tra l'altro nel testo si legge: "Forse basterebbe un minimo di attenzione a se stessi per riconoscere che in chiunque rimane ? anche se appena accennato e perfino inconsapevolmente ? il desiderio di un bene: è una «esigenza di rapporti esatti, giusti fra persone e gruppi, l’esigenza naturale umana che la convivenza aiuti l’affermazione della persona, che i rapporti “sociali” non ostacolino la personalità nella sua crescita» (Luigi Giussani, Il cammino al vero è un’esperienza)".

E poi: "È questo desiderio, come bandiera della libertà umana, che fonda lo spirito di un’autentica democrazia: l’affermazione e il rispetto dell’uomo nella totalità delle sue esigenze di verità, bellezza, giustizia, bontà e felicità. Tutto il gioco della vita sociale dovrebbe avere come scopo supremo quello di mantenere vivo e alimentare il desiderio da cui scaturiscono valori e iniziative che mettono insieme gli uomini".

Perciò è sbagliato pensare che la politica sia un male e che se ne possa fare a meno in quanto "tale disaffezione e tale sfiducia non hanno origine solo nella politica; ben altra ne è la causa: una crisi dell’io di fronte al «vivere che taglia le gambe» (Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò), una crisi che si manifesta come noia invincibile, misterioso letargo".

Un letargo da fuggire. Non siamo fatti per questo. Ovunque un cristiano senta di doversi impegnare, l'obiettivo deve essere sempre il medesimo: perseguire il bene comune.

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