Dalle urne europee un segno di speranza

"Famiglia Cristiana" n. 23 del 7 giugno 2009

Beppe Del Colle ( 07 giugno 2009 )

"Le previsioni sull’affluenza alle urne non vanno oltre il 34 per cento. Ma oggi l’Europa unita nelle diversità è lo strumento fondamentale per uscire il più indenni possibile dalle crisi...."




PERCHÉ È IMPORTANTE VOTARE ALLE ELEZIONI PER L’EUROPARLAMENTO

DALLE URNE EUROPEE UN SEGNO DI SPERANZA

Le previsioni sull’affluenza alle urne non vanno oltre il 34 per cento. Ma oggi l’Europa unita nelle diversità è lo strumento fondamentale per uscire il più indenni possibile dalle crisi.



Sabato 6 giugno, mentre si aprono nei 27 Paesi dell’Unione europea i seggi elettorali per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, la regina Elisabetta d’Inghilterra non sarà presente al tradizionale incontro per il 65° anniversario dello sbarco degli Alleati in Normandia.

Perché? Perché, a quanto hanno scritto giornali francesi e inglesi, il presidente Sarkozy si è "dimenticato" di invitarla. I maligni hanno insinuato che il presidente abbia voluto così garantirsi di poter festeggiare quella data in esclusiva con il capo della Casa Bianca Barack Obama.

Le diplomazie di Parigi e di Londra si sono date da fare alacremente per cancellare l’equivoco, facendo osservare che non spetta alla Francia designare le rappresentanze dei Paesi ospiti del D-Day, e ricordando che non sempre la regina Elisabetta vi ha partecipato, anche se ogni volta si celebra il ricordo dei 17.557 soldati inglesi e dei 5.316 canadesi caduti in quella operazione.

Abbiamo sottolineato questo minuscolo incidente diplomatico per ricordare come da sempre, fin da quando l’Europa unita cominciò a manifestarsi con l’avvio della Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio) nel maggio del 1950, i grandi, generosi progetti dei "padri fondatori" si siano scontrati con volontà contrarie, generate a loro volta da secoli di conflitti e da sedimenti di ostilità, gelosie, invidie, nazionalismi esagerati, talvolta veri e propri istinti xenofobi, lasciati da quei conflitti. Basti citare la fine del progetto della Ced, la Comunità europea di difesa, voluto nel 1954 da Parigi, che pure ne aveva stilato lo Statuto.

Le previsioni sull’affluenza alle urne nelle elezioni per il Parlamento europeo non vanno oltre il 34 per cento. Alcuni episodi più recenti lo confermano: in Belgio ci sono stati scontri fisici tra fiamminghi e valloni nella periferia di Bruxelles, in Alto Adige un nuovo partito di estrema destra nazionalista filoaustriaco agita fantasmi anti-italiani, nella Repubblica ceca lo stesso primo ministro è dichiaratamente euroscettico, e così via.

Altre vicende sembrerebbero incoraggiare l’astensionismo. La strategia del contenimento degli immigrati "clandestini" da parte del nostro Governo ha suscitato critiche aperte sia nella Commissione, sia nel Consiglio, sia nel Parlamento europeo, irritando così il nostro elettorato di Centrodestra; per non parlare delle difficoltà poste ai Governi nazionali dalla crisi finanziaria mondiale, di fronte alla quale una voce unica dell’Europa resta più che mai desiderabile; e per non ricordare i risvolti etici delle politiche interne in Italia e in Gran Bretagna (dove l’opinione pubblica è stata indotta allo sdegno dal comportamento di molti parlamentari sui rimborsi falsati).

Ma nonostante tutto, e sebbene nelle due ultime legislature il Parlamento di Strasburgo non abbia dato prove esaltanti di fedeltà ai princìpi originari, osteggiando i progetti di rafforzamento della Costituzione europea e accelerando sull’allargamento dell’Unione ai Paesi dell’Est ex comunisti e alla Turchia, ci sembra sempre più importante che i popoli vadano a votare.

Più passano gli anni, più si deve essere convinti che l’Europa "unita nelle diversità" sia lo strumento fondamentale a nostra disposizione per uscire il più indenni possibile dalle crisi che stiamo vivendo: dalle difficoltà economiche e sociali della globalizzazione al terrorismo che sta dando, in molti Paesi, le prove della sua feroce determinazione distruttrice. Andare a votare è per tutti un segno di speranza.



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