Varese, Galimberti, via libera del Consiglio. Tiene la maggioranza, divisa l’opposizione

www.varesereport.it del 29 luglio 2016

Sconociuto ( 30 luglio 2016 )

"Pare che la partecipazione del pubblico al Consiglio comunale sia destinata a diventare una caratteristica dell’era Galimberti: un folto gruppo di varesini, ieri sera, occupava il settore dedicato al pubblico, e seguiva con interesse, applaudendo o mugugnando, le parole del confronto in Aula...."

Varese, Galimberti, via libera del Consiglio. Tiene la maggioranza, divisa l’opposizione



Pare che la partecipazione del pubblico al Consiglio comunale sia destinata a diventare una caratteristica dell’era Galimberti: un folto gruppo di varesini, ieri sera, occupava il settore dedicato al pubblico, e seguiva con interesse, applaudendo o mugugnando, le parole del confronto in Aula.

Ieri sera, in Consiglio comunale, era in programma la discussione sulle linee programmatiche del neo-sindaco. Banchi pieni, quelli della maggioranza, qualche defezione tra le minoranze. Ma, tutto sommato, bel dibattito, tutti promossi, compresi i leghisti.

“Vorrei ricordare che siamo qui da 32 giorni, e non da 23 anni…”, esordisce il sindaco Davide Galimberti, in piedi e in maniche di camicia, replicando, e si becca pure un bell’applauso da parte del pubblico. “Fatti, fatti, e basta con le parole…”, rimarca il primo cittadino. E parte ad elencare le cose fatte già in questi primissimi giorni di mandato. Si può dire che il sindaco spesso appare “morbido”, che su qualche scelta (come la strada per Marrone) sceglie la soluzione meno conflittuale. Ma non si può dire che non parli chiaro, che non metta nero su bianco il suo pensiero, che non scelga sempre un sano pragmatismo, caratteristiche da non sottovalutare quando si affrontano i tanti temi aperti e non risolti di Varese.

Prima delle parole del sindaco confronto ricco e con una grande quantità di spunti. Nonostante le ondate di musica ad alto volume che giungono dai Giardini, tanti prendono la parola. Con la regia del presidente Stefano Malerba, a dare fuoco alle polveri è Valerio Crugnola, Varese 2.0, con il suo lento dire che alla fine vola alto e offre spunti interessanti: “Non utopismi vuoti, ma una città che guardi al futuro”. C’è poi lo storico Enzo Laforgia, Progetto ConcittaDino, che con par0le semplici e pacate dice: “Sicurezza? Una volta per tutte diciamo che equivale a qualità della vita, benessere, solidarietà responsabile”. Su lavoro e impresa interviene Tommaso Piatti (Lista Galimberti) ed auspica “in Consiglio ci sono rappresentanti del mondo dell’impresa, e dunque il Consiglio può dare un segnale forte su lavoro e impresa”.

Viene dunque il turno delle opposizioni, che con Rinaldo Ballerio (Lista Orrigoni) dimostra di esserci, di ragionare, ma di non farlo a scapito della città. Infatti Ballerio cita una famosa frase di Pareto, grande studioso italiano ahinoi poco conosciuto, per invitare al realismo e ai piedi per terra, e dire no ai velleitarismi che potrebbero apparire all’orizzonte, ricette offerte a tutto il parlamentino: dice Ballerio che è necessario “ottenere tanto spendendo poco”. E poi, quanto all’opposizione civica, l’affondo finale: “Sulle misure a costo zero relative a sburocratizzazione e semplificazione, ci siamo e le sosterremo convintamente”.

Di grande interesse anche l’intervento di Simone Longhini, capogruppo di Forza Italia, che pronuncia parole entrando nel merito, e non preconcette, con grande pragmatismo e spirito dialogante. A proposito delle linee di Galimberti, lo definisce un “progetto ambizioso”. Su diverse questioni Longhini chiede come la pensi la nuova giunta, dall’ex Casterma al Teatro di Varese. “Saremo vigili – dice Longhini -, valuteremo dal punto di vista dell’interesse della città”. Interessante anche l’intervento di Valerio Vigoni (Lista Orrigoni) che pone con serietà l’impoverimento di attività commerciali del centro città.

Luca Paris, consigliere Pd e segretario cittadino, riannoda i fili ricordando a tutti che “il programma di Galimberti è il risultato di un percorso del Pd dentro e fuori da quest’Aula”. E rimarca il metodo del programma: “Un metodo fatto di trasparenza, partecipazione, costruzione di reti”.

Parlano i consiglieri leghisti. A partire da Marco Pinti, che dichiara che “è finita la festa, da adesso si lavora”. E promette che quella della Lega sarà “opposizione radicale e puntuale”, ribattendo su vari punti richiamati da Galimberti nello scorso Consiglio. Temi cittadini e amministrativi, mescolati a temi generali (troppo generali), cavalli di battaglia salviniani, dalla riforma Fornero alla riforma costituzionale di Renzi. Ricorda in chiusura il grande professor Romolo Vitelli, “magister” di diversi eletti, consiglieri e assessori, in questa consigliatura. Prende la parola anche Fabio Binelli, che tutti continuano a chiamare “assessore”, che ribatte puntuale su diversi temi del programma. Non una parola di Maroni, presente in Aula.

Bell’intervento anche quello di Andrea Bortoluzzi, Lista Galimberti, che chiude il confronto con una riflessione su tutela degli interessi e tutela dei diritti. A questa seconda occorre fare riferimento, e ad una politica non ancorata solo alle emergenze del momento.

Poi si vota. Le linee passano con 21 voti a favore, con una maggioranza che tiene e conferma il sostegno al sindaco del fare. Si astengono gli esponenti della Lista Orrigoni (Ballerio, Boldetti, Orrigoni, Vigoni) e quattro votano contro, leghisti e Longhini. Per Galimberti un bell’inizio.


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