Varese, “Servizio fragilità” a rischio? Preoccupato l’assessore Roberto Molinari

www.varesereport.it del 14 dicembre 2016

Sconosciuto ( 14 dicembre 2016 )

Mia uscita sul tema fragilità disabili dopo riforma sanità Reione Lombardia. Chi fa che cosa tra ATS e ASST?

Varese, “Servizio fragilità” a rischio? Preoccupato l’assessore Roberto Molinari

Da qualche tempo è a regime la riforma della sanità che ha diviso competenze ed erogazione dei servizi. Le ASL non esistono più e al loro posto ci sono le ATS. A Varese l’ATS si occupa di tutto il territorio provinciale più un pezzo della provincia di Como. Il sistema vede l’ATS come ente che programma e acquista i servizi che saranno poi distribuiti sul territorio, mentre la ex azienda ospedaliera, ora ASST, è l’ente erogatore sul territorio dei servizi sociosanitari che in precedenza erano in capo alle ASL.

A fronte di questa riorganizzazione dell’intero comparto socio-sanitario il DISTRETTO SOCIO-SANITARIO di Varese, di cui fa parte come delegato del sindaco Galimberti l’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari, ha organizzato degli incontri di approfondimento proprio sulla tematica della riforma.

L’oggetto degli incontri a cui hanno partecipato i sindaci del distretto o loro delegati (in genere gli assessori ai servizi sociali) è stata proprio la necessità di approfondire la tematica della riforma e di capire i rispettivi ruoli e campi di azione.

“Ovviamente noi amministratori siamo molto interessati a questo – dichiara l’assessore Molinari – anche perché se il cuore della riforma è di avvicinare la sanità e il sociale al territorio, il problema di chi amministra è di capire come questo avviene e se la riforma sopprime o mantiene servizi che per noi sono essenziali. A fronte di questi incontri è rimasto un forte dubbio circa il tema del servizio fragilità per disabilità adulti”.

In passato l’ASL di Varese (ora ATS) ha garantito negli anni, prima con gestione diretta con personale proprio e poi con appalto, le funzioni di orientamento e supporto alle persone con disabilità di fascia di età adulta e loro famiglie; la consulenza psicosociale; le valutazioni psicodiagnostiche; la definizione di progettualità e individuazione di strutture diurne/residenziali; il supporto alle procedure di invalidità civile e molte altre funzioni essenziali.

“Queste funzioni – prosegue Molinari – hanno garantito adeguato supporto e continuità dei servizi alle persone con disabilità al compimento della maggiore età e quindi alla dimissione dei servizi di neuropsichiatria infantile. Questo ambito di riferimento è indispensabile anche per i servizi comunali territoriali a supporto delle proprie attività svolgendo la funzione di valutazione di competenza dell’ambito socio sanitario”.

Il numero delle persone seguite è di circa 1000 sulla ASL di Varese e tutte evidentemente caratterizzate da fragilità documentata. Nella sola città di Varese il servizio comunale ha in carico circa 300 persone con disabilità adulta, fruitori di servizi diversi: contributi economici, assistenza domiciliare, inserimenti in strutture diurne e residenziali.

“Ovviamente non tutti e 300 usufruiscono del servizio fragilità, tuttavia, il numero da il senso della problematica che affrontiamo quotidianamente con le famiglie e tutti gli operatori socio-sanitari presenti sul nostro territorio – insiste l’assessore varesino -. Nella seduta del 29 novembre il Dottor Gutierrez, sollecitato sul tema “servizio fragilità” e in qualità di ente programmatore degli interventi, ha confermato l’indicazione di mantenere tale servizio in continuità con il passato, ma con le modalità da definire da parte del soggetto erogatore (ASST), rimarcando, tra l’altro, la positività di questa esperienza che, altre ASL, in maniera diversa svolgevano rispetto a Varese o non svolgevano del tutto, sottolineando quindi il carattere fortemente innovativo fino ad oggi tenuto da parte dell’ASL ora ATS.

Durante la seduta di ieri sera abbiamo appreso però dalla Dottoressa Salzillo, Direttore socio sanitario dell’ASST, tutta una serie di difficoltà, in parte legate al fatto dell’attesa di emanazione di direttive da parte della Regione, in parte, per quanto riguarda il “servizio fragilità” dovute al fatto che non sono ancora stati previsti fondi a bilancio per la gestione di tale delicata funzione e la stessa non ha quindi potuto fornire garanzie rispetto alla continuità del servizio.

A fronte di queste parole le nostre preoccupazioni di amministratori sono aumentate. Aumentate perché la ATS ci aveva garantito la continuità del servizio, mentre, ora, da parte dell’ASST, ente erogatore, ci è stato detto che ad oggi nulla va in questa direzione. Noi abbiamo bisogno di risposte e di certezze perché siamo gli amministratori in prima linea di fronte al bisogno e dobbiamo ai nostri cittadini un servizio che non può scomparire dall’oggi al domani lasciando noi e loro da soli a combattere con il disagio. Siamo preoccupati perché notiamo che il distacco col territorio in quanto tale rischia di aumentare, insieme alla sfiducia dei cittadini verso il sistema socio-sanitario.

Siamo preoccupati perché non vediamo risposte chiare e vediamo che rispetto alle certezze dell’ATS aumentano, invece, i dubbi di chi dovrebbe erogare sul territorio i servizi. Noi amministratori in prima linea abbiamo bisogno di capire chi fa che cosa, ma anche di sapere che quanto di buono fino ad ora è stato fatto sia riconfermato e non, invece, tagliato, per rispondere a logiche di risparmio, tra l’altro, non discusse e decise insieme”.

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