Varese, Affollata la manifestazione per il 25 Aprile tenuta in Salone Estense

www.varesereport.it del 25 aprile 2017

Sconosciuto ( 25 aprile 2017 )

Il 25 aprile oggi a Varese aveva un significato particolare

Varese, Affollata la manifestazione per il 25 Aprile tenuta in Salone Estense

Grande partecipazione alla manifestazione del 25 Aprile a Varese. La scelta della nuova amministrazione Galimberti di dare più spazio e puntare di più sulla festa della Liberazione ha ricevuto una risposta positiva da parte dei varesini.

Il lungo corteo, partito dalla deposizione di una corona all’Arco Mera, è giunto in piazza Repubblica e poi in Largo Resistenza, dove sono state deposte altre due corone, ha percorso Corso Matteotti, via Sacco, ed è terminato in Comune, dove ha richiamato tanti che hanno affollato il Salone Estense, con molti cittadini rimasti in piedi. Si notavano, nel corteo, due bandiere di Arci Gay di Vareese.

Una cerimonia affollata, ma molto ufficiale, senza bandiere e purtroppo senza che nessuno abbia intonato, al termine degli interventi, la bellissima ”Bella Ciao” (cantata invece nel corso del corteo da uno sparuto gruppo in fondo al corteo).

In Salone Estense, con la fascia tricolore, un Davide Galimberti visibilmente emozionato, ha letto il suo discorso ufficiale partendo dai più piccoli, dai bambini: “Cari Sveva, Matteo, Davide, Matteo, Silvia e tanti altri bambini che ho visto nel corteo…”. Un incipit originale, molto galimbertiano, per un discorso che, nel proseguio, ha rimarcato come la cerimonia si stesse svolgendo nella prestigiosa sede del Comune, “luogo centrale, bellissimo, uno dei simboli della nostra città”.

Galimberti ha poi ricordato il Percorso della Memoria della Resistenza inaugurato nei giorni scorsi: “un percorso che unisce il passato al presente, e che diventa futuro”. Forte poi (e non casuale) il cenno all’Europa, che il sindaco ha collegato agli uomini della Resistenza: “Gli eroi della Resistenza pensavano ad una Europa unita e libera”.

Un momento suggestivo della manifestazione in Salone Etense, introdotto da Margherita Giromini, presidente di Anpi cittadino, è stata l’attribuzione della Medaglia della Liberazione a Golfredo Chinzi, che è stato presentato dal Prefetto Giorgio Zanzi e da Ester Maria De Tomasi, presidente dell’Anpi provinciale di Varese. Una medaglia, come ha spiegato il Prefetto, recentemente istituita dal Ministero della Difesa per coloro che hanno partecipato alla Resistenza o sono stati internati nei lager nazisti. Una vita travagliata, quella del signor Chinzi, nato nel 1929, che ha militato in formazioni partigiane nell’Alessandrino, è stato arrestato, è fuggito, nel dopoguerra è entrato nella Guardia di Finanza.

Ad Angelo Monti, dell’Associazione Amici di Don Vittorione, il compito di tratteggiare la figura e l’opera di Vittorio Pastori, più popolare come Don Vittorione, peraltro ricordato nel corso della messa celebrata in San Vittore dal prevosto monsignor Panighetti, che ha fatto dono ai fedeli della Preghiera del Ribelle del grande Teresio Olivelli.

Orazione ufficiale affidata invece al professor Antonio Maria Orecchia, dell’Università dell’Insubria, che ha ripercorso la storia della Resistenza. Un compito difficile, che Orecchia ha affrontato con un linguaggio semplice e grande capacità di sintesi. Lo storico non ha evitato anche i temi più delicati, come quello della memoria condivisa: Orecchia ha negato si possa raggiungere una memoria condivisa (“non è la stessa cosa aver combattuto per una causa o per l’altra”), ma non ha escluso la possibilità di raggiungere una “pacificazione”, in nome di un sentimento di “umana pietà”.

Al termine hanno preso la parola anche Raffaele Cattaneo, a nome della Regione, e Marco Magrini, a nome della Provincia di Varese.

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