Il giacobinismo 2.0 dei 5 stelle

varesereport ( pagina di fb )

Roberto Molinari ( 01 ottobre 2018 )

Mio contributo pubblicato sulla pagina fb del quotidiano online

Il giacobinismo 2.0 dei 5 stelle

Sembra quasi un paradosso doversi, talvolta, occupare di un tema che, in un Paese moderno e normale, dovrebbe essere non solo condiviso, ma anche patrimonio comune. Purtroppo non è così. Giocare coi numeri, per chi amministra il Paese, in tutti i suoi livelli, può essere pericoloso e fuorviante, ma è anche l'indice del livello della cultura di governo che la classe politica esprime.
Non solo. È il grado della consapevolezza della maturità, della solidità e della capacità dal passare dalla propaganda, dalla campagna elettorale permanente all'idea che il Governo è per il Paese e non per chi mi ha votato.
Ho fatto questa breve premessa perchè in questi giorni sono un po' sconcertato dal susseguirsi delle continue esternazioni del vicepremier Di Maio.
C'è un non so che di irritante, lo riconosco, nel dover ascoltare i continui richiami al popolo da parte di quello che appare sempre più la fotocopia contemporanea di Masaniello.
Non che il politico non debba richiamarsi al popolo, ci mancherebbe altro. Ma, francamente, trovo stucchevole l'uso della categoria “popolo” per giustificare l'idea che, tutti quelli che mettono in guardia i neofiti della cosa pubblica sulla necessità di tenere in ordine i conti pubblici, siano da considerarsi dei “nemici” mossi da burocrati oscuri e nascosti magari in qualche meandro di Bruxelles e quindi da additare al pubblico ludibrio o alla vendetta popolare.
Devo anche confessare candidamente che a sentire “l'enfant prodige” della Casaleggio & C. a me ricorda tanto il giacobinismo prima maniera del 1789 e il compagno Stalin nell'apogeo del suo potere. Tutti proni a dare la colpa ad oscure macchinazioni contro il loro potere impedito dal rispondere alle urla di dolore del popolo.
Insomma è un po' tipico di poteri autocrati e autoreferenziali individuare un nemico a giustificazione delle proprie incapacità o, semplicemente, dall'aver fatto promesse impossibili.
E' il tema di questi giorni. Siccome non sanno come finanziare la flat-tax, il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni etc. etc. si pretende che si trovino i soldi, magari immaginando l'esistenza di un fantastico e nascosto tesoretto che solo la mano di oscuri tecnici ( che per definizioni non solo sono brutti e cattivi, ma anche tutti messi li da qualche partito ) tiene sotto chiave chissa dove e perchè.
Lo ammetto trovo che ci sia qualcosa di insano in questo momento nel Paese. Si da credito a chi promette, con voce greve, di sconfiggere la povertà, di non farsi condizionare dal mercato, di fregarsene dallo spread, di arricchire gli italiani ricchi facendo pagare meno tasse, di favorire i poveri dandogli più soldi, di mandare tutti in pensione prima perchè così si creano più posti di lavoro per i giovani e, tanto per non farci mancare nulla, di ridare la cassa integrazione a tutte le ditte che chiudono. “E sarà tre volte Natale.....”
Insomma, non solo un ritorno al passato, ma anche ad una idea che facendo debiti noi non avremo problemi in futuro e tutti staranno bene.
Certo non è che il centrosinistra sia esente da colpe di fronte a questo. Anzi forse le responsabilità maggiori sono di chi ha provato a governare senza riuscire a trovare una soluzione che impedisse il diffondersi di tanto e codesto populismo.
Tutto questo, però, per ritornare al mio ragionamento, mi spaventa un poco, non solo perchè mi faccio la domanda banale, quasi da bar, “ma Salvini e Di Maio lo sanno che ogni volta che aumenta lo spread aumentano gli interessi da pagare e che, a pagare, sono le famiglie italiane? Lo sanno che il mercato che, a tutti non piace, è quello che compra, per interesse economico ( leggasi profitto ) il nostro debito pubblico e quindi occorre che chi compra abbia fiducia nella nostra economia e nel fatto che non falliremo?, lo sanno che abbiamo un debito pubblico enorme e che spendere in deficit senza riforme significa fare quello che Craxi e Pomicino hanno fatto negli anni 80' e che ci ha rovinato per generazioni? Lo sanno che più diminuisce la fiducia nella nostra capacità economica più aumenta il costo per prendere in prestito del denaro?”.
Francamente penso che al duo cinico non gliene importi molto di queste piccole cose. Penso che interessi soprattutto fare con levantina astuzia i politici scafati e di lungo corso pronti a stare sull'onda delle emozioni piuttosto che parlare il linguaggio della verità e, soprattutto, della competenza oltre che del buon senso.
E se questo non è già essere casta poco ci manca. Penso anche che oggi sia una battaglia persa ricordare alla gente queste piccole cose perchè grave è il disagio, il disamore alla politica e la delusione prodotta dal centrosinistra. Ma penso anche che tra due anni non vorrei trovarmi nella situazione del 2011 se non peggio e allora mi chiedo cosa si possa fare per ritornare a poter parlare del nostro Paese senza dover rincorre la chiacchiera da bar, senza dover pensare che l'impazzimento prodotto sia così diffuso da farci perdere ogni logica, senza dover rinunciare al fatto che si può stare con il popolo senza dover per forza ricorrere ai metodi degli antichi imperatori romani “panem et circenses”.
Insomma, per dirla con Flaiano “La parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere la verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia”.

Roberto Molinari
Direzione P.le PD Varese

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