La tassa sulla solidarietà

"La Prealpina" del 29 dicembre 2018

Roberto Molinari ( 29 dicembre 2018 )

Dopo la legge finanziaria del governo giallo verde si cominciano a scoprire le magagne di un intervento al limite del dilettantesco

La tassa sulla solidarietà

Io so. Io conosco da vicino lo straordinario lavoro che il volontariato fa nella nostra città, nella nostra regione e nel nostro Paese.
Io conosco molte delle persone che donano il loro tempo costantemente, quotidianamente e che insieme costruiscono solidarietà.
Io conosco la fatica con cui il mondo della solidarietà raccoglie risorse e le mette a disposizione degli ultimi. E quanto queste risorse non bastano mai rispetto al bisogno e ai progetti che si fanno per rispondere al meglio a tutta quell'umanità dolente che ci circonda.
Io so quanto questo mondo fatto di piccole e grandi realtà, quanto il Terzo Settore, così come viene chiamato oggi, nel nostro Paese, ha saputo rispondere all'assenza dello Stato, alle mancanze dello Stato e alla sua, talvolta, incomprensibile, incapacità rispetto alle necessità e all'aiuto che occorre dare a chi non si può permettere la normalità nella difficoltà.
Io conosco e apprezzo la generosità di questo mondo che ha saputo creare, negli anni, più di 800 mila posti di lavoro, trasformarsi e produrre cultura dell'attenzione.
Io so quanto oggi è importante questa realtà per costruire un welfare comunitario, coesione sociale e trasmettere valori capaci di essere antidoto all'indifferenza e all'egoismo, ma nella concretezza dell'azione. Io so quanto questo mondo fa perché nessuno sia lasciato solo. Proprio perché io so non capisco il perché di questa tassa sulla solidiarietà.
Non comprendo come si possa parlare di “manovra per il popolo” e colpire chi, gli ultimi del “popolo”, li segue nelle difficoltà quotidiane.
Non capisco e non comprendo perché il Governo e questa maggioranza politica, giallo verde, più verde a dire il vero, con un tratto di penna abbiano raddoppiato l'aliquota IRES per le organizzazioni no-profit portandola dal 12% al 24%.
Non capisco come si possa colpire per fare cassa chi si occupa di dare pasti ai poveri, come ad esempio fanno la Comunità di Sant'Egidio, la Caritas e tutte le altre realtà più o meno grandi. Non capisco come si possa colpire chi si occupa di istruzione e penso alle migliaia di scuole paritarie, alla Croce Rossa, ai centri di ricerca e agli istituti ospedalieri. Non capisco perché si voglia colpire chi si occupa di servizi per i minori, i disabili e gli anziani e rendere inutili tutti gli sforzi fatti fin qui per riscattare dalle difficoltà le persone, vero centro dell'azione di questo intero mondo.
Io non capisco perché si vuol colpire la solidarietà prendendo le risorse che questo mondo impiega proprio per la solidarietà agli ultimi.
Il dilettantismo e la superficialità talvolta si posso giustificare, ma non si possono accettare se vanno a detrimento dei più deboli del Paese. Forse è il caso che i dioscuri Di Maio e Salvini ritornino sui loro passi. Il Paese, il nostro Paese è un po' diverso da come lo sognano loro.

Roberto Molinari
Assessore ai Servizi Sociali
Comune di Varese

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