“E il popolo gridò Barabba, Barabba”

Varesereport del 20/2/2019 pagine fb

Roberto Molinari ( 20 febbraio 2019 )

Mio contributo dedicato alla piattaforma dei 5stelle Rousseau

“E il popolo gridò Barabba, Barabba”

Devo essere sincero. Quando sento che “5stelle” lancia un referendum tra i suoi iscritti sulla piattaforma Rousseau a me viene sempre in mente il primo referendum della storia, il primo esempio di fulgida decisione di democrazia diretta. “Volete voi Gesù o Barabba”?
Uno dirà, ma che cavolo vuol dire questo? Cosa vuol dire paragonare un fatto storico messo in piedi da Pilato per non sporcarsi le mani di un giusto e la piattaforma di democrazia diretta del movimento fondato da Grillo.
Bè, francamente, la metterei su un piano diverso e un po' più complesso.
In questi anni, magari sbagliando, io mi sono fatto la convinzione che il movimento abbia come obiettivo principale la distruzione della democrazia rappresentativa per sostituirla con una forma di democrazia diretta che, con l'uso dei social, possa, in qualche modo, apparire più democratica, trasparente, efficace ed adeguata al “uno vale uno” rispetto alla tradizione liberale nata sulla spinta delle rivoluzioni borghesi di qualche secolo fa e che oggi sembra mostrare la corda sotto la spinta dei suoi critici illiberali.
Insomma, a me pare che l'impianto teorico ed ideologico dei “5stelle” punti essenzialmente ad arrivare ad abolire le sovrastrutture tipiche della democrazia rappresentativa, quindi il Parlamento, per portare avanti, attraverso gli strumenti social che oggi conosciamo o che conosceremo, una forma di democrazia diretta che consenta di superare ogni mediazione' sia essa Istituzionale, leggasi appunto Parlamento, sia quella svolta dai corpi intermedi, come possono essere i partiti, ma anche i sindacati o le associazioni tipiche delle società complesse e pluraliste.
Il sogno di Rosseau aggiornato e messo in pratica grazie ai nuovi mezzi che ci sono offerti dalla tecnologia moderna e che danno vita ad una piazza web rispetto alla piazza fisica e colma di persone del filosofo svizzero.
Detto questo e per rimanere sul pezzo, quindi sul fatto che la piattaforma Rousseau, nel momento in cui scrivo, vede la votazione circa il destino “giudiziario” del Ministro Salvini, a me pare che, qualcosa si debba scrivere, circa, non tanto il giudizio di merito, ma lo strumento.
La commissione parlamentare che è chiamata a deliberare su Salvini è, appunto, una commissione e come tale agisce. Riceve le carte, le legge e poi delibera. Non entro nel merito della scelta. Ad altro luogo e ad altro momento certamente il commento. Quello che vorrei rimarcare è che ai parlamentari è chiesto di valutare le carte inviate dalla magistratura e prendere una decisione. Una decisione che deve riguardare non una scelta politica, non una scelta emozionale, ma unicamente se esistono i presupposti giuridici per rispondere positivamente alla richiesta dei magistrati oppure se denegarla.
Dunque mi chiedo. Se ai parlamentari è chiesto un parere sulla base di documenti inviati a loro, se a loro è stato chiesto di leggere ed esaminare tutti i documenti inviati, sia da parte dei magistrati sia da parte di Salvini e in aggiunta quelli forniti come memoria anche da altri componenti del Governo e il loro giudizio deve essere oggettivo ed approfondito, se deve avvenire tutto questo, mi spiegate cosa stanno votando e perchè sulla piattaforma Rousseau? Ora, io escludo che sulla piattaforma siano stati caricati i documenti in possesso alla commissione ( sempre pronto ad essere smentito ), in ogni caso, a me pare un tentativo maldestro e poco riuscito di riesumare i “Tribunali del Popolo”, inappellabili, figli di una cultura politica che con la civiltà del diritto nulla ha che vedere e soprattutto utili per ottenere dei risultati politici a secondo del bisogno di parte rispetto a quello che dovrebbe essere, invece, il fondamento di una democrazia ancora rappresentativa e poco, almeno io spero, nell'amministrazione della giustizia in forma diretta con chiamata al “popolo” nella decisione.
Insomma, la nostra cultura democratica sta prendendo sbandate clamorose e rischia di uscire alla prossima curva impegnativa e questo avviene non solo per il dilettantismo di alcuni personaggi, ma anche perchè altri, che dilettanti sembrano non esserlo, hanno scientemente deciso di perseguire un modello di democrazia che non ha paragoni nella storia occidentale e dove è stato sperimentato ha solo portato distruzione e compressione dei diritti dell'individuo fondamento della nostra civiltà europea e del nostro stare insieme.

Roberto Molinari
Direzione P.le PD Varese.



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