" Persone che cambiano il mondo "

"La Prealpina" del 21 aprile 2019

Roberto Molinari ( 21 aprile 2019 )

Mio contributo pubblicato dal nostro quotidiano locale

Qualche giorno fa ho partecipato, portando i saluti dell'Amministrazione, ad un evento organizzato dal Comitato Stefano Verri e promosso anche dalla Fondazione Tettamanti e dal Comitato Maria Letizia Verga, associazioni molto popolari nella nostra città.
L'incontro era impegnativo “Cellule CAR T: presente e futuro”. In sostanza era dedicato ad ascoltare i ricercatori che stanno studiando i farmaci per la cura della leucemia infantile.
Non voglio addentrarmi in spiegazioni impegnative. Mi limito a rimarcare come, incontri di questo tipo, sono utili per sensibilizzare le persone e promuovere un approccio positivo alla scienza in un'epoca in cui troppi si spacciano per scienziati e in un periodo dove assistiamo, con altrettanta facilità, ad una sorta di regressione per cui i pregiudizi o il senso comune di gruppi minoritari vogliono farla da padrone su chi studia da sempre come salvare le vite. E così è alquanto scomodo seppur vero monito rivolgere il pensiero al Manzoni con la sua “peste” nei “Promessi Sposi” dove, appunto, per dirla col gran lombardo, il senso comune soppianta il buon senso, ma tant'è, a volte, sembra di essere ritornati in quell'epoca lontana ed in una sorta di legge del contrappasso dove, con l'avanzare della tecnologia, soprattutto nel campo dell'informazione, si assiste, anziché al migliorare della conoscenza, al prevalere di una sorta di “senso comune” senza alcun fondamento. Ma, oltre a questa sensazione, c'è un altro fatto che mi ha colpito positivamente nel corso della serata coordinata dal prof. Biondi, direttore della Clinica Pediatrica della Bicocca, ed è stato il trovarmi di fronte a tre ricercatrici, tutte donne e tutte giovani e questo, credo, sia di buon auspicio per il nostro Paese.
Ma non è di questo che voglio scrivere. Voglio scrivere invece di Emilio Verri e di Giovanni Verga.
Voglio scrivere del loro impegno e dell'impresa in cui, su diversi versanti, si sono lanciati tempo fa. Loro sono persone squisite. Colpite negli affetti più profondi che hanno deciso di reagire al dolore facendo si che questo sia evitato ad altri.
Ho ascoltato l'altra sera le parole di Emilio Verri nel ricordo, venti anni dopo, di ciò che lo ha spinto a creare il Comitato Stefano Verri. Ho ascoltato la sua commozione e il suo impegno. Così come ho visto stringersi intorno a lui l'affetto di tutte le persone presenti. E ho ascoltato Giovanni Verga, altra forza della natura, che ha ricordato come, appunto, venti anni fa è iniziata la collaborazione con la famiglia Verri e di come, allora, parlare di terapie con le cellule sembrava fantascienza, mentre oggi, anche grazie a loro, non è più così. Ecco, io penso che persone come Verri e Verga e tutti coloro che in questi anni si sono uniti a loro, siano persone che hanno saputo dimostrare che è possibile cambiare il mondo intorno a noi. Che è possibile iniziare avventure che sembrano impossibili. E che da un dolore, da una tragedia può nascere qualcosa di straordinario. E che tutti loro rappresentano il meglio della nostra società e della sua capacità di saper fare bene anche dove non ti aspetti. E che Varese e la nostra provincia hanno tanti Verri e tanti Verga e questa è forse la nostra ricchezza più grande.

Roberto Molinari
Assessore ai Servizi Sociali Comune di Varese

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