Salvini e il mondo cattolico

"La Prealpina" del 14 agosto 2019

Roberto Molinari ( 19 agosto 2019 )

Mio contributo dedicato al delicato rapporto tra fede e politica, mondo cattolico e Salvini pubblicato dal nostro quotidiano locale

Salvini e il mondo cattolico

Scrivere di Salvini in questo momento può essere molto o poco popolare.
Che l'uomo sia cinico, privo di qualsiasi senso delle Istituzioni, incoerente e capace solo di vivere la politica alla giornata sono, ormai, elementi costitutivi del “personaggio Salvini” noti a tutti. Che l'uomo sia, poi, anche un “animale politico”, capace di intercettare i rivoli carsici più profondi delle emozioni e di gestirli empaticamente trasformando tutto nell'oro della politica cioè il consenso, anche questo, ormai, è ampiamente assodato.
Non mi voglio dilungare a disegnare il “personaggio” Salvini. Oggi le leadership si consumano nell'arco di breve tempo e quindi tutto può cambiare repentinamente.
Quello che a mio parere durerà più a lungo sarà invece il clima sociale che ha generato Salvini e che Salvini stesso ha alimentato.
Certamente questo particolare periodo è frutto dei processi di trasformazione del mondo che non sono stati adeguatamente governati né dalle forze di centrosinistra né da quelle di centrodestra. Le ricette politiche adottate nei rispettivi Paesi o in organismi comunitari UE, sono sempre state troppo simili, di orientamento liberista e rigorista trasformando, appunto, un orientamento in un dogma che ha prodotto alla fine più ferite che suture mortificando la popolazione più fragile e indotto il ceto medio, vero asse portante delle nostre società, ad arretrare e a farsi spaventare dal futuro. Quindi, gioco forza, il prevalere di una bocciatura delle tradizioni politiche per rivolgersi, ahimè, ad una destradestra sovranista.
All'interno di un quadro così accennato, la domanda che mi pongo oggi, è quale rapporto ci può essere tra mondo cattolico e sovranismo e, quindi, di conseguenza con il suo interprete italiano Salvini soprattutto ora alla luce della crisi di Governo.
Le incursioni del leader leghista su temi di fede, in questi mesi, sono state continue e costanti.
I suoi attacchi al Papa periodici. Le sue contestazioni alla gerarchia senza precedenti per un politico con incarico di Ministro in un Paese come l'Italia. Il richiamo ed anzi la manipolazione di simboli religiosi al limite dell'eretico. Eppure, eppure dai sondaggi che si leggono quasi il 40% del popolo cattolico sembra apprezzare e sostenere Salvini.
Tutto questo a mio parere, apre, sollecita una riflessione su cosa è rimasto del mondo cattolico nel nostro Paese dopo la fine dell'esperienza unitaria sotto l'ombrello protettivo della D.C, il passaggio ad una c.d. seconda repubblica egemonizzata da Berlusconi. Ci sono domande che sorgono spontanee rispetto all'attualità proprio in ragione di una possibile campagna elettorale all'ultimo respiro per avere quel consenso totale per giustificare “i pieni poteri” richiesti da Salvini. Che rapporto esiste oggi tra il popolo cattolico e l'insegnamento delle sue gerarchie, Santo Padre in testa. Quale aderenza e coerenza esiste ancora tra il vangelo predicato e quello praticato. Esiste ancora una percezione di Chiesa “mater magistra” o, viceversa, siamo in piena epoca di una fede sempre più supermercato dove ognuno entra e prende quello che gli serve.
C'è ancora qualcuno anche tra i clerici disposto a dire in confessionale che considerare Papa Bergoglio per il suo insegnamento a favore degli immigrati come l'anticristo è una sciocchezza e che il salvare le vite riguarda non solo l'essere antiabortisti, ma anche coloro che sono in mare anche se neri e islamici.
Insomma, io penso che ci sia molta materia su cui riflettere. Penso che essere cattolici e quindi Chiesa Universale sia, nel mondo moderno, molto difficile. E penso anche che “atei devoti” come Salvini che probabilmente non ha neanche una sua Sarfatti ad acculturarlo, siano il frutto di una società che ha perso molti punti di riferimento e che rischia di affidarsi per stanchezza ed anche un po' per pigrizia a novelli “falsi profeti di sventura”, a politici “a la carte”, senza arte né parte come si diceva una volta, ma molto, molto capaci di intercettare gli umori e di trasformarli in paura e bisogno di protezione. Tutte cose già viste, certo, e tutte situazioni per cui il mondo cattolico si era vaccinato. Appunto, si era vaccinato.

Roberto Molinari
Direzione P.le PD Varese

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