Nuovo patto per l'Italia prima che la tela si strappi

Maggioranza e opposizione in un vicolo cieco, senza rotta

Sconosciuto ( 13 luglio 2008 )

Primo piano, rubrica del settimanale Famiglia Cristiana, anche questa settimana fa un commento "politico". Bacchetta il Governo, ma anche l'opposizione. (Famiglia Cristiana n. 28 del 13 luglio 2008 )



NUOVO PATTO PER L’ITALIA
PRIMA CHE LA TELA SI STRAPPI

La maggioranza governativa vede i provvedimenti cardine dei primi cento giorni andare a vuoto. L’opposizione, più asettica che di sostanza, è tanto confusa, quasi inesistente.

Il nuovo clima politico, elogiato da Benedetto XVI nel discorso ai vescovi italiani, potrebbe non essere del tutto tramontato. Anche se il Paese rischia una deriva pericolosa, senza ritorno. L’ampio capitale di fiducia dato a Berlusconi (ma anche a Pd e Udc, per un’opposizione costruttiva) s’è infranto sugli scogli dell’intolleranza.
Troppi i poteri dello Stato in permanente (e spavaldo) conflitto, a disorientare la gente e a far "scoppiare" il dialogo sulle riforme. I buoni propositi sono alle spalle: Berlusconi è tornato a scontrarsi con i magistrati "comunisti"; l’opposizione ha ripreso il servizio permanente (e controproducente) dell’antiberlusconismo.
È scomparso, invece, il dialogo sulle riforme, vero problema del Paese. E nessuno che sappia dire come uscire dalla disastrosa situazione economica. Il Governo traballa, è assediato dall’interno, Bossi sente montare la protesta dei suoi, s’appanna l’immagine di squadra coesa.
Né basta esibire sei ministri a balbettare in conferenza stampa, perché nessuno ha capito quel che hanno fatto.
Inoltre, il sottosegretario all’Immigrazione, Roccella, nel pieno delle polemiche sulle impronte, non ha detto una sola parola. Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia, si esercita in maldestre polemiche coi giornali, ma non incalza il Governo su un "fisco amico della famiglia". Che ci sta a fare? Il Governo si autoassolve, e per comunicare con i cittadini rimette in pista i gazebo.
Ma anche Veltroni e il Pd hanno idee confuse, hanno perso la rotta e non sanno a che santo votarsi, incerti se inseguire Di Pietro, fare un girotondo o attrezzare i gazebo. Per ora, pateticamente, hanno deciso una raccolta firme contro il Governo. Poco da dire sull’altra opposizione (quella di Casini): sta alla finestra a osservare, con qualche debole sortita.
Siamo in un vicolo cieco, con un senso di smarrimento, il Paese va a rotoli, l’orchestrina continua a suonare ma il Titanic affonda. La Caritas ci ricorda che al Sud il 13 per cento delle famiglie fa un pasto completo solo ogni due giorni. Un pezzo d’Italia ha letteralmente fame, altro che quarta o terza settimana, la gente stenta a superare la seconda. Che gliene può importare di intercettazioni, "lodo Alfano" per le alte cariche, leggi blocca processi, telefonate imbarazzanti del Cavaliere, ministre "chiacchierate", grembiulino a scuola? Chiede più serietà e ministri "di carattere" per risollevare il Paese.
Anche la Magistratura, che non va mortificata, deve concorrere: ha però bisogno di recuperare credibilità e velocità (otto anni per scrivere una sentenza sono aberranti); inoltre, la politica non le compete, e il responso delle urne è "sacrosanto".
In una delle stagioni più dure, prima che il Paese imploda tra crisi e proteste, a tutti è chiesto di fare un passo indietro. I problemi non si sviano con le campagne per le impronte dei bimbi rom, così come l’opposizione non s’illuda di rifarsi il trucco cambiando strategia a ogni folata di vento. Ci sarebbe una via migliore: un nuovo patto per l’Italia. Non osiamo chiamarlo Governo di unità nazionale (passando dal federalismo solidale), ma qualcosa che gli assomigli, certamente sì.


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