Darhendorf: un filosofo imprestato alla politica

www.ansa.it del 18 giugno 2009

Sconosciuto ( 18 giugno 2009 )

Ritratto di Darhendorf.


Darhendorf: un filosofo imprestato alla politica

ROMA - Uno degli ultimi interventi di Ralf Dahrendorf, il sociologo e politologo morto oggi a 80 anni, è stato sulla crisi economica che, a suo giudizio, pure essendo globale, a differenza di quanto ritenevano Barack Obama e il premier inglese Gordon Brown, ha invece bisogno di risposte nazionali. E queste, saranno inevitabilmente percorse da un chiaro "nazionalismo economico". Filosofo imprestato alla politica Dahrendorf, è stato attivamente impegnato nella costruzione di un'Europa unita: dal 1970 ha fatto parte della Commissione europea a Bruxelles. Questo, da europeista scettico, non gli ha impedito di esprimere dubbi e critiche molto forti sulle vicende istituzionali e politiche dell'Unione: nel 2004, ad esempio ha criticato aspramente il trattato-costituzione firmato dai paesi membri in quell'anno.

L'impegno politico di Dahrendorf era cominciato alla fine degli anni '60, un periodo fecondo di grandi rivolgimenti sociali: dal 1969 al 1970 e' stato membro del parlamento tedesco per il Freie Demokratische Partei, i liberali tedeschi. Nello stesso anno il salto alla Comunità europea, dopo essere stato segretario di stato del Ministero degli affari esteri tedesco. Del resto, Dahrendorf ha dedicato gran parte delle sue analisi alle dinamiche della società e del conflitto che è parte integrante di ogni società dove gruppi, con e senza potere, perseguono interessi diversi. La sua tesi è che la società moderna risulta polarizzata tra coloro che possiedono autorità (potere legittimato) e coloro che non ne hanno. Le situazioni di conflitto interessano così gruppi che differiscono per il grado di potere legittimato che possono esercitare sugli altri. In questo il concetto di potere in Dahrendorf è lo stesso che in Max Weber: ovvero l'autorità di far fare agli altri ciò che si vuole.

L'intensità e la violenza degli scontri dipendono ovviamente dagli strumenti scelti per condurre il conflitto e dal coinvolgimento delle parti in causa. In questo modo il filosofo ritiene superata la teoria marxista e si rivolge piuttosto all'analisi del sistema produttivo a partire dalla distribuzione del potere e dal ruolo svolto dai singoli individui. Dahrendorf critica anche l'estensione delle funzioni dello stato che causano una nuova forma di conflittualità tra potere politico-burocratico e organizzazioni economiche, tra cui ovviamente i sindacati. Cresciuto sotto il nazismo - era nato il primo maggio del 1929 - Dahrendorf - diventato cittadino britannico nel 1988 e lord per volontà della regina Elisabetta II nel 1993 - ha raccontato nel suo libro 'Oltre le frontiere-Frammenti di vita' (Laterza 2004) quell'epoca e anche la sua piccola partecipazione ad un gruppo di resistenza antinazista. In un passo di questo libro dal sapore autobiografico, il filosofo assegna ai suoi 28 anni la funzione di svolta della sua vita: "per quel che mi riguarda - scrive - io in verità ho sempre avuto 28 anni, e ventottenne rimarrò per il resto della mia vita...". E' stato autore di numerosissimi testi, tra cui 'Classi e conflitto di classe nella societa' industrialé (1963), 'Homo sociologicus' (1964), 'Conflitto e liberta' (1972), 'Al di la' della crisì (1984). 'Il Conflitto sociale nella modernita'' (1988), 'La democrazia in Europa' ( 1992), 'Perche' l'Europa? Riflessioni di un europeista scetticò (1997),'Dopo la democrazià (2003), 'Erasmiani. Gli intellettuali alla prova del totalitarismo' (2007), 'Quadrare il cerchio ieri e oggi' (2009). Tutti pubblicati dalla Laterza.

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