La Lega che piace ai cattolici

www.europaquotidiano.it del 19 giugno 2009

Angelo Bertani ( 19 giugno 2009 )

"Per Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, la scarsa affluenza al voto europeo è un segno assai negativo e dimostra «la mancata coscienza del ruolo che l’Europa ha per la vita concreta delle singole persone»...."

La Lega che piace ai cattolici

Per Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, la scarsa affluenza al voto europeo è un segno assai negativo e dimostra «la mancata coscienza del ruolo che l’Europa ha per la vita concreta delle singole persone». Ancora più esplicito è il pensiero del vescovo van Luyn, presidente della Commissione degli episcopati europei (Comece): il basso tasso di partecipazione – del 42,85% – «è il segno che manca ancora una società civile europea ». Secondo van Luyn, «anche le Chiese devono porsi la domanda: abbiamo contribuito sufficientemente alla nascita di una coscienza europea tra i nostri concittadini?» (Osservatore Romano, 10 giugno).
Il voto europeo ha ridestato un esame di coscienza e una libertà di parola dei cattolici verso la vicenda politica. Tutte cose che finora erano rimaste nascoste per non disturbare il Manovratore e per non apparire schierati o benevoli verso la “sinistra”.
Ma l’“esame di coscienza” induce anche a riflessioni coraggiose, che possono apparire sorprendenti ma anche istruttive.
Il direttore del settimanale diocesano di Brescia scrive: «…alla Lega è andato ancora una volta, il voto più popolare... Non paga insistere nel tentativo di liquidare il voto leghista come un fenomeno di protesta… quasi un terzo dei cittadini (il 30%) non protesta, sceglie. Semmai si raccolga seriamente la sfida di un modo di fare politica che il Carroccio lancia agli altri soggetti politici, anzitutto ai suoi stessi alleati». La sfida al Pdl, dice, «la formulerei così: è un bene o un male per un partito continuare a percorrere la via della “personalizzazione” della politica come scelta per ottenere un consenso o non paga di più la cura costante del rapporto col territorio che fa percepire al cittadino la vicinanza di chi lo rappresenta?» E la sfida all’opposizione: «Non è forse questo radicamento che hanno perduto Pd, Udc e Sinistra e che invece la Lega ha interpretato al meglio indipendentemente dalla rilevanza pubblica o mediatica…?». Rivolgendosi a tutti invita a «raccogliere la sfida che l’azione di governo della Lega provoca quando pare agisca più sull’emotività dei cittadini o sulle loro percezioni o paure? Qualcuno ci dovrà spiegare se c’è spazio per un’azione politica moderata ma credibile e convincente…». Infine ai cattolici: «Ai politici e alle comunità cristiane una triplice sfida: quella dell’apertura di credito non preconcetta con chi ci governa, quella di un’azione formativa continua e costante, quella del confronto costruttivo e vero: l’auspicio è il rispetto del bene comune e della dignità della persona umana». (Adriano Bianchi, La voce del popolo, 12 giugno 2009).

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