I non allineati cercano un altro nome

"La Stampa" del 26 giugno 2009

Fabio Martini ( 26 giugno 2009 )

"Per dieci ore è restato col dubbio. Incerto e anche un po’ ansioso di capire che effetto stesse facendo il suo video-messaggio, così nuovista e giovanilista...."

Nel Pd è caccia al terzo uomo

Il Pd a congresso: Ecco i candidati

I non allineati cercano un altro nome

Pressing su Chiamparino che si sfila


Per dieci ore è restato col dubbio. Incerto e anche un po’ ansioso di capire che effetto stesse facendo il suo video-messaggio, così nuovista e giovanilista. Mercoledì notte, erano passate da poco le 23, quando Dario Franceschini si è messo davanti al video del suo computer e ha iniziato a navigare, cliccando sui link che lo hanno portato dentro al blog dell’« Unità». E da lì ha provato a capire come la pensassero i frequentatori di quel sito, mediamente elettori del Pd, ma con un’anima di sinistra. Scorrendo col cursore, fioccavano le sorprese.

Per Ettore «Franceschini non ha tutti i torti», per Teobaldo «il segretario si è comportato benissimo», per Linda «ha dimostrato un piglio quasi da comunista», mentre Marino fa sapere di avere votato alle Europee «per il dalemiano Gualtieri, ma penso che ora voterò per Franceschini ». Certo, tra le centinaia di messaggi ce ne sono anche di fortissimo dissenso («chi nasce ronzino, non può diventare stallone», «mandiamo a casa chi ha allineato il Pd al Vaticano ») ma più della metà incoraggiano il leader del Pd, che l’altra notte se ne è andato a dormire più tranquillo.

D’altra parte quella sua videocassetta così aggressiva e così delegittimante per i notabili del Pd, era stata pensata proprio per fare breccia nel popolo delle Primarie. Il Pd infatti si è dotato di un originale Statuto in base al quale la scalata alla leadership si svolge in due tempi: nel primo turno (che si concluderà il 10 ottobre) i tesserati selezioneranno almeno tre candidati, chiamati poi a confrontarsi nel secondo turno, nel quale il corpo elettorale è più vasto visto che alle Primarie (fissate per il 25 ottobre) possono partecipare tutti i simpatizzanti del Pd, purché paghino un obolo simbolico. Un meccanismo che può contemplare un paradosso: il vincitore del primo turno potrebbe anche non coincidere col vincitore del secondo. Una schizofrenia che entrambi i contendenti vogliono evitare: cercando di aggiudicarsi il primo turno, confidano che un successo tra gli iscritti faccia da traino anche tra i simpatizzanti.

Questa mattina si riunisce la Direzione del Pd, per formalizzare le tappe del congresso. I bersaniani andranno all’attacco, ma pur considerando incongrue le Primarie aperte per eleggere il segretario, eviteranno di chiederne l’abolizione per il prossimo congresso. In vista della conta congressuale, da 48ore è partito il più assillante reclutamento nella storia del Pd. Nel giro di pochi giorni sono chiamati a ricollocarsi migliaia di quadri alti e intermedi, coloro che indirizzeranno il voto del primo turno. Si segnala qualche mal di pancia tra i Ds vicini a Fassino, mentre i rutelliani si sono riuniti senza trovare una linea comune, con una prevalente tendenza per Franceschini. Anche se i tanti non-allineati (Rutelli, gli amici di Bettini, quarantenni sparsi) stanno cercando un terzo candidato dietro il quale fare massa: il più corteggiato di tutti, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, non sembra disposto a prestarsi.

Ma intanto la prima redistribuzione, quella ai piani alti, ha già determinato una piccola rivoluzione nel Pd, con un profondo rimescolamento rispetto ai partiti di origine e la formazione di due squadre-omnibus. Tra i grandi elettori dell’ex Dc Franceschini - oltre agli ex popolari Marini, Castagnetti e Fioroni - c’è Piero Fassino (l’ultimo segretario dei Ds), Sergio Cofferati (ultimo segretario comunista della Cgil), Walter Veltroni, ma anche l’icona del rinnovamento radicale, Debora Serracchiani. Lo stesso eclettismo attraversa la squadra di Bersani, che assieme all’ossatura dalemiana, conta sull’appoggio di due ex popolari che più lontani non potrebbero essere, Enrico Letta e Rosy Bindi.

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