Di sentinella alla bandiera

Umberto Saba ( anno 1908 )


Nella mia casa, da me solo amata,
in una luce a me di visione,
c’era un’oleografia: Napoleone
Primo e la sentinella addormentata.

Là si vedeva sull’insanguinata
neve dormire quel soldato vile,
vigilare per lui, col suo fucile,
l’Imperatore della Grande Armata.

È notte, e la ricordo io dopo tanto.
Arde un lumino: in guardia ho la bandiera
che sventolò su San Martino a sera.

E mi par di seder proprio in quel canto
Di mia casa, fanciullo in quelle ore
Lunghe, a sognare in me un conquistatore.

(  da “ Versi militari “ – Salerno, 12° Fanteria, 1908 ) 

Umberto Saba

Saba cantore popolare della sofferenza umana, melanconico e solitario. Saba che si contrappone al futurismo e al "vigore" dannunziano. Saba l'uomo delle parole da ascoltare silenziosamente, come silenziosa è la sua poesia, ma nello stesso tempo "rumorosa" se la si sa "sentire".