Stazione di Paese

Nicola Vernieri ( anno 0 )


Il treno ansò, fischiò. Con un fragore
cupo di ferro trasalì, si scosse;
poi, fumido e grondante nel chiarore
del primo Sole, palpitando mosse.

E la stazione, col suo tetto afflitto,
ammalata di tedio e di malaria,
col tiglio dietro e un nome in fronte scritto,
si rannicchiò più triste e solitaria.

Si rannicchiò, dopo la brusca sveglia,
presso le sue rotaie. Come scialle,
per l’ozio lungo del suo dormiveglia,
l’ombra del tiglio aveva sulle spalle.

E ancora lungo i fili e nelle tazze
ronzava l’eco della lontananza
e della vita. – Oh quante corse pazze – 
diceva il tiglio – dietro la speranza.

E rimase soltanto il suo fruscìo
sul tetto giallo, mentre un negro velo
di fumo  aliava ancor fra il tremolìo
dei rami, in alto, e si perdeva in cielo.


Questa poesia e questo autore mi sono stati segnalati dal mio amico Maniglio che ringrazio di cuore. Vernieri è un poeta salernitano, nato a Albanella nel 1893 e morto a Roma nel maggio del 1965. Peronalmente non lo conoscevo e così mi sono messo alla ricerca di notizie sul suo conto. Segnalo il sito www.operanicolavernieri.it Credo che si possa definire come uno dei più grandi poeti italiani eppure è poco conosciuto.....