L'infinito

Giacomo Leopardi ( anno 1819 )

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani 
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello 
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei.Così tra questa 
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è do!ce in questo mare

(Giacomo Leopardi)

Semplicemente stupenda.....e forse anche l'uomo moderno, l'uomo di "adesso", dovrebbe rileggere più spesso Leopardi. Fermarsi e riflettere. Ma forse non siamo più capaci di fare questo......